Giornata contro la violenza sulle donne

Alda Merini ha dedicato questa poesia a tutte le donne: anche lei ha avuto una vita segnata dalla “violenza” in senso lato.

A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

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Poesia…


Giornata mondiale della poesia!

Fu questo un poeta
Fu questo un poeta – colui che distilla
un senso sorprendente da ordinari
significati, essenze così immense
da specie familiari
morte alla nostra porta
che stupore ci assale
perché non fummo noi
a fermarle per primi.
Rivelatore d’immagini,
è lui, il poeta,
a condannarci per contrasto
ad una illimitata povertà.
Della sua parte ignaro,
tanto che il furto non lo turberebbe,
è per se stesso un tesoro
inviolabile al tempo.

(di Emily Dickinson)

Auguri a tutte le donne!

Questa poesia di Antonia Pozzi mi pare indicata per noi donne…

Sorelle, a voi non dispiace
ch’io segua anche stasera
la vostra via?
Così dolce è passare
senza parole
per le buie strade del mondo –
per le bianche strade dei vostri pensieri –
così dolce è sentirsi
una piccola ombra
in riva alla luce –
così dolce serrarsi
contro il cuore il silenzio
come la vita più fonda
solo ascoltando le vostre anime andare –
solo rubando
con gli occhi fissi
l’anima delle cose –
Sorelle, se a voi non dispiace –
io seguirò ogni sera
la vostra via
pensando ad un cielo notturno
per cui due bianche stelle conducano
una stellina cieca
verso il grembo del mare.

Milano, 6 dicembre 1930

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Antonia Pozzi nasce il 13 febbraio 1912 in una famiglia benestante e ben inserita nella cosiddetta “Milano bene”: il padre Roberto è un brillante avvocato gradito al regime fascista, la madre Carolina (detta Lina) Cavagna Sangiuliani di Gualdana è un’aristocratica di antico lignaggio. Antonia vive in un ambiente ricco e raffinato, che le consente di integrare lo studio con frequenti viaggi in Italia e all’estero, e con la pratica di vari sport, soprattutto il prediletto alpinismo. Al Liceo Ginnasio “Manzoni” s’innamora del suo professore di latino e greco, il grande classicista Antonio Maria Cervi. Il rapporto che si instaura tra i due, iniziato nel 1930 (dopo il trasferimento del docente a Roma), è contrastato dalla famiglia Pozzi, fino a una forzata interruzione nel 1933. Il profondo dolore che ne deriva segna tutta la vita di Antonia, ma diventa una spinta all’intensificazione dell’attività poetica, iniziata nel 1929. Nel frattempo Antonia s’iscrive alla Facoltà di Lettere della “Statale”, dove studia con docenti di grande prestigio, come Giuseppe Antonio Borgese e Antonio Banfi. Si laurea nel 1935, discutendo una tesi sull’apprendistato letterario di Flaubert. All’interno del gruppo banfiano stabilisce rapporti d’amicizia soprattutto con Vittorio Sereni, Remo Cantoni, Alberto Mondadori, Enzo Paci e, negli anni 1937-38, con Dino Formaggio. In questo gruppo è apprezzata come studiosa, ed è amata per le sue doti di gentilezza e generosità, mentre è del tutto sottovalutata come poetessa. Dalla metà circa degli anni Trenta, Antonia comincia a frequentare, con Vittorio Sereni, Dino Formaggio e altri amici, le periferie milanesi, dove conosce una realtà di miseria, che, nascosta dal trionfalismo fascista, le è sconosciuta, e che suscita in lei una crescente e profonda condivisione. In questo periodo entra in contatto con un iniziale movimento antifascista. Queste nuove esperienze danno una svolta alle sue poesie, che si aprono ai problemi sociali e politici del tempo. Dolorosamente provata da vicende personali, dall’incomprensione della famiglia, dallo scarso apprezzamento delle sue doti poetiche e dal peggioramento dell’atmosfera politico-sociale si suicida nel dicembre 1938, a soli ventisei anni, presso l’abbazia di Chiaravalle, chiedendo nell’ultimo messaggio ai genitori di essere sepolta nel cimitero di Pasturo, ai piedi delle amate Grigne.

 

 

Buon anno!

Mi piace iniziare il 2016 condividendo questa bella poesia di Alda Merini.

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Sorridi donna,
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti,
sorridi ai tuoi dolori,
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino,
faro per i naviganti sperduti…
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole
per tutti.

Biografia della poetessa Szymborska

bb23d5b64317013edf86afd8c2430859_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyPer chi ama la poesia e ha avuto modo di apprezzare la poetessa Szymborska, questo libro dà un quadro completo di un’epoca, di un percorso umano e artistico. Con cura e attenta documentazione le autrici ricostruiscono la vita di questo singolare personaggio. Il racconto segue un ordine cronologico, evidenziando aspetti della personalità, riportando testimonianze di chi l’ha conosciuta, sue poesie e suoi scritti. Ci si perde un po’ tra i nomi e le citazioni, per cui è una lettura che richiede concentrazione e attenzione.

Tra le pagine di Cianfrusaglie del passato emergono i rapporti con i genitori («Mio padre era quello con cui si parlava, mentre con la mamma si cresceva, ci si lavava il collo e ci si cambiava i calzini»), la sofferenza per la morte precoce del padre e la vicinanza alla madre, che deve portare avanti con difficoltà la famiglia. L’iniziale infatuazione per l’ideologia comunista la porta a scritti che poi critica: si rende conto presto della cruda realtà del regime. Il matrimonio con Adam Włodek, poeta, giornalista e letterato, le fa capire le proprie potenzialità poetiche. Alla fine del matrimonio, durato sei anni, conserva stima e amicizia per l’ex marito, che assiste nel momento della malattia. Trasferitasi in un minuscolo appartamento (soprannominato il cassetto per le sue dimensioni), frequenta numerosi letterati, lavora per riviste e fa alcuni viaggi in Europa. Si parla della felice unione con lo scrittore Kornel Filipowicz cui dedicò molte poesie d’amore (da Amore a prima vista a Il gatto in un appartamento vuoto) e il dolore per la sua scomparsa, dopo 22 anni di vita insieme, ma in case separate. C’è la corrispondenza con Woody Allen, che non riuscì mai a incontrare. Il titolo si collega a «la simpatia per le cianfrusaglie del passato, i ninnoli di gusto kitsch, i gadget curiosi e le cartoline riportati dai viaggi all’estero oppure scovati nei mercatini dell’usato». Si scoprono aspetti domestici, come la passione per le lotterie, i telequiz, i serial televisivi e i collage.

«È riuscita fin quasi alla fine a vivere con i suoi ritmi, a lavorare, a incontrarsi con gli amici, a fumare sigarette, a bere un bicchierino di vodka», scrivono Bikont e Szczesna. «E a scrivere poesie». È morta a casa sua, nel sonno, a 88 anni.

«La letteratura non detiene il monopolio della meraviglia», ha detto in un’intervista. «La vita di tutti, quella consueta, è fonte incessante di stupore ».

Tra le poesie una ha il significativo titolo di Epitaffio: “Qui giace come virgola antiquata / l’autrice di qualche poesia…”

“Il poeta oggi è spesso scettico e diffidente… malvolentieri dichiara in pubblico di essere poeta – quasi se ne vergognasse: nella nostra epoca chiassosa è molto più facile riconoscere i propri difetti, perché sono visibili. Molto più difficile riconoscere le qualità, finché esse sono tenute nascoste.”

Ad alcuni piace la poesia

Ad alcuni-
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace-
mi piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’e’ mai la poesia?
Piu’ d’una risposta incerta
e’ stata gia’ data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

szymborska-da-giovaneWislawa Szymborska (1923-2012) è stata una poetessa e saggista polacca, premio Nobel nel 1996. Il critico tedesco Marcel Reich- Ranicki ha affermato: «È la poetessa più rappresentativa della sua nazione, la cui poesia lirica, ironica e profonda, tende verso la poesia lirica filosofica». Il traduttore italiano, Pietro Marchesani, ha indicato nell’incanto il tratto più significativo dei suoi versi. La Szymborska individua l’origine della poesia nel silenzio. Utilizza espedienti retorici quali l’ironia, il paradosso, la contraddizione per illustrare temi filosofici e le ossessioni che ne derivano. È definita come una miniaturista, le cui poesie compatte spesso evocano ampi enigmi esistenziali.

Anna Christine Bikont (Varsavia, 1954) è giornalista e scrittrice polacca, autrice e coautrice di libri e raccolte di report.

Joanna Szczena (Lodz, 1949) è giornalista e scrittrice politicamente impegnata.

Entrambe sono collaboratrici del quotidiano “Gazeta Wyborcza”. Hanno conosciuto la Szymborska nel 1996, ai tempi del Nobel. Sono importanti i loro saggi sul poeta e saggista polacco Milosz, sulla questione ebraica in Polonia e sui rapporti tra scrittori e comunismo.

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Momenti di tempesta…

inversione_di_rotta(Le poesie di questa autrice, che ho la fortuna di conoscere, esprimono l’esigenza di fissare riflessioni e sensazioni di un’esperienza di vita intensa, spesso faticosa e dolorosa, mai banale. In questo momento provo particolare comprensione per il protagonista di questa poesia…)

La nave

Dove andrà questa nave?

Ha attraversato le bufere del sentimento,

le nere notti dell’angoscia,

le paludi dove il coraggio sprofonda.

La chiglia è piena di ricordi,

molluschi che non si vogliono staccare;

le vele, brandelli di lotta con la vita.

A prua siede il capitano,

stanco di non vedere la stella polare.

Basterebbe un vento,

anche di tramontana,

ma un’immobile nebbia

pesa sul porto addormentato.

Basterebbe una scintilla di fuoco

per la sua pipa logora e antica

che fuma ricordi d’oltremare.

Patrizia Invernizzi Di Giorgio è nata a Venezia nel 1949, ha conseguito la laurea in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 1973.
Vive a Padova dove ha esercitato per molti anni la professione di insegnante di Lettere, promuovendo nella scuola la cultura della poesia.
Sempre nell’ambito scolastico ha tenuto corsi di formazione per i docenti in “Didattica della poesia”. Si è proposta con le sue composizioni poetiche a partire dal 1990, ottenendo molteplici riconoscimenti.
Dal 1994 al 2007 le sue poesie sono state inserite nell’Antologia dei poeti padovani del Gruppo letterario “Formica nera” e dal 2008 nei “Quaderni padovani di poesia e tecnica”. Dal 2009 fa parte dell’Associazione “Caffè letterario del Pedrocchi”, dove ricopre la carica di vicepresidente.
Ha già pubblicato due sillogi di poesie: “Inversione di rotta” nel 1995 e “Pavimento di stelle” nel 2002. Nel 2010 si è classificata al primo posto per il premio letterario Marguerite Yourcenar con la poesia “Bianca danza”. Nel 2011 ha pubblicato “Giorni incerti”.