Ricerca di una svolta….

Ho letto due libri accomunati dallo stesso tema: donne che giunte a una certa età fanno il bilancio della propria vita e cercano una svolta.

 78488u-M2NRLPIR.jpg Karin Michaelis 1a.gif

Il primo romanzo, “L’età pericolosa” di Karin Michaëlis, fece scalpore quando venne pubblicato nel 1910.

La protagonista, Elsie Lindtner, una quarantenne bella e apparentemente realizzata, decide di seguire i propri ideali di emancipazione, divorzia dal marito e va a vivere in una villa su un’isola deserta. L’isolamento le sembra l’unico modo per sfuggire alle ipocrisie di una società fatta di apparenze. Quando però il silenzio e la solitudine iniziano a pesarle e cerca di riprendere contatto con il suo mondo, si accorge di essere stata dimenticata e ormai sorpassata nel cuore di tutti.

Un racconto fatto in prima persona, amaro e sincero, sullo sfondo di un paesaggio marino mutabile e selvaggio. In esso ci sono vari elementi autobiografici.

Karin Michaëlis nasce a Randens in Danimarca nel 1872. Diventa famosa in Italia per una serie di libri per ragazze, Bibi, pubblicata tra il 1940-’41. Sue opere importanti sono: Barnet (1902), la Scuola della gioia (1914), L’albero del bene e del male (1924). Dopo due divorzi va a vivere in un’isola, trasformando la sua casa in un rifugio per i perseguitati dal nazismo. Dal 1939 alla fine della guerra rimane bloccata negli Stati Uniti. Quando torna in Danimarca è stata ormai dimenticata. Muore sola e in miseria nel 1950.

I suoi libri ruotano intorno a figure femminili e a vicende estreme, di sconfitta o ribellione, legate alla condizione femminile.

9788876417658_0_0_314_80.jpg nathacha_appanah_mouriquand.jpg

Le nozze di Anna è un romanzo di Nathacha Appanah del 2007, in cui la vicenda si svolge tutta in un giorno. La voce narrante è quella di Sonia, madre di Anna, che in occasione del matrimonio della figlia fa il bilancio della propria vita, nella consapevolezza che per entrambe tutto cambierà. I ricordi e i rimpianti riaffiorano.

Sonia è una scrittrice, nata nelle isole Mauritius, che ha lasciato adolescente per andare a Londra, alla ricerca di nuove prospettive. Qui conosce Matthew e nasce un grande amore.

mi veniva vicino, poggiava la testa sulle mie ginocchia e ci dicevamo le parole più importanti della terra. Ci amavamo nel modo più vero e più spoglio possibile.”(pag.38)

Matthew vince un concorso per giovani giornalisti e parte per un reportage in Africa: Sonia non lo trattiene e non gli dirà mai di avere avuto da lui una figlia. Libera e anticonformista, Sonia deve confrontarsi con una figlia completamente diversa da lei, timorosa che la madre le crei imbarazzo e desiderosa di inserirsi nell’alta borghesia parigina. In un alternarsi di piccoli episodi, il racconto porta le due donne a trovare nuova forza nel rapporto. Anna conoscerà poi la vera storia di suo padre…

Molti gli spunti di riflessione e molto simpatica e sincera la figura di Sonia. Anche in questa storia ci sono parecchi spunti autobiografici.

Nathacha Appanah nasce nel 1973 nelle isole Mauritius da una famiglia di origini indiane. Dal 1999 vive in Francia. Collabora con diversi periodici e radio pubbliche. Ha scritto quattro romanzi di notevole successo: è considerata una delle voci più apprezzate della letteratura francofona.

Cercare di capire la vita…

9788809035744_0_0_295_80.jpg

import_14730460_1.jpg

Il cielo dei leoni è un libro particolare, un insieme di racconti che riguardano la protagonista (che è la stessa autrice) e sono come confessioni, confidenze, riflessioni, espresse in un linguaggio pieno d’immaginazione e fascino. Ci sono appunti di quotidianità, ricordi, sogni, desideri, paure: osservazioni sulla vita in generale e la sua in particolare. La vita dell’autrice diventa oggetto di molte considerazioni, che coinvolgono il lettore e lo aiutano a riflettere sulla ricchezza della vita, di ogni vita. Il tutto è ambientato nei paesaggi messicani, ricchi di colori, di profumi: l’avita e splendida Puebla, la caotica Città del Messico, le lagune dei Caraibi…

“Quando ha raggiunto i cinquant’anni una donna può permettersi di fare il consuntivo della propria vita: mettere davanti a sé i tanti affetti che hanno costellato il mezzo secolo che ha attraversato e guardare a se stessa con l’attenzione dovuta a chi ha già percorso un lungo tratto di strada. Ángeles Mastretta ha deciso di creare un libro che offra ai tanti lettori, conquistati lungo il suo cammino di scrittrice, la sua immagine più autentica, anche se la mediazione della scrittura non rende mai totalmente sincero ciò che si scrive.”

Molto significativa la frase di Jorge L. Borges, all’inizio dei racconti:

“Voglio lasciare scritta una confessione, che sarà allo stesso tempo intima e generale, poiché le cose che capitano a un uomo capitano a tutti”

Un libro per riflettere sulla vita, anche la propria, per ritrovare il gusto della vita, la sua meraviglia, le sue sorprese…

Angeles Mastretta (Puebla 1949), ha aperto la carriera letteraria come giornalista, affermandosi poi negli anni Ottanta come scrittrice di narrativa sulla scena messicana, e ben presto mondiale, con il romanzo Strappami la vita (1985). L’apprezzamento della critica, i premi letterari e l’adesione del pubblico a questo primo romanzo — arrivato nel giro di pochi anni a vendere oltre un milione di esemplari – si sono riconfermati con altre due opere presto tradotte in molte lingue con grande successo, Donne dagli occhi grandi (1990) e Male d’amore (1996). Oltre ai romanzi, ha pubblicato anche due raccolte di racconti e riflessioni, Puerto Libre (1993) e Il mondo illuminato (1998). Àngeles Mastretta fa parte del comitato editoriale della rivista “Nexos”, in cui tiene la rubrica mensile ‘Puerto Libre”, riproposta su riviste pubblicate in Spagna, Germania e Cile. Vive a Città del Messico con la famiglia e sta scrivendo un nuovo romanzo, di prossima pubblicazione.

Ritrovarsi in un libro…

thumbs.jpg 14376753337911406907069084AVT_Annie-Ernaux_2233_OK.jpg

Un libro consigliato da un’amica, che mi ha piacevolmente sorpreso!

Gli anni è un’autobiografia particolare, in cui l’autrice mescola la propria vita con i fatti del suo tempo. La storia individuale diventa un elemento della storia collettiva dal dopoguerra a oggi e ci sono fotografie che fanno da filo conduttore per questa ricostruzione. Lo sguardo passa dal particolare al generale, per cui sono descritti eventi importanti: la Liberazione, la guerra d’Algeria, il Maggio francese, l’emancipazione femminile, gli sviluppi della politica francese, l’attentato delle Torri gemelle, il problema dell’emigrazione, la difficile integrazione nelle periferie urbane…Le transazioni da un periodo all’altro sono rintracciate anche nel rapporto con le cose: c’era un tempo in cui si desideravano e si conservavano, mentre oggi si consumano velocemente, in una corsa contro l’invecchiamento, che pervade ogni ambito quotidiano.

In questo libro c’è un po’ tutto: il senso di un’epoca, del tempo che passa, la ricerca di ideali, l’importanza delle relazioni umane, la riflessione sul proprio destino e quello degli altri, l’amore, la famiglia…

Ognuno di noi può trovare qualcosa di sé in questo libro, scritto in modo lucido e incisivo.

“Sbarazzarci delle ombre. E mettere via un po’ di vita, salvandoci dalla sparizione futura. Non voglio concentrarmi su una fede, non voglio strizzare l’occhio al lettore, non posso concepire opere che vadano incontro all’opinione pubblica. Scrivere, senza pensare a cosa diranno gli altri: è questo che chiedo. Scrivere nel silenzio della mia casa, sola, per lottare contro la lunga vita dei morti”.

 

Annie Ernaux nasce a Lillebonne nel 1940. Trascorre l’infanzia e la giovinezza a Yvetot, in Normandia. La famiglia è di condizioni economiche modeste, ma Annie riesce a studiare a laurearsi in Lettere Moderne e a diventare insegnante. Esordisce nel 1974 con il romanzo autobiografico “Gli armadi vuoti”. Nel 1984 ottiene il premio Renaudot per “il posto”, libro che la consacra come una delle più importanti scrittrici francesi. Nel 2008 pubblica “Gli anni”, in cui il racconto della sua vita si colloca nel quadro completo degli eventi dal dopoguerra ai giorni nostri. Questo romanzo ottiene vari importanti premi. Nel 2011 esce “L’altra figlia” e “L’atelier noir”, che raccoglie note e riflessioni sulla redazione delle sue opere. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, la sua opera viene raccolta dall’editore Gallimard in un unico volume della prestigiosa collana Quarto.

Arte al femminile (221)

Gli influssi dei movimenti artistici europei si avvertono anche nella pittura italiana, rivisitati e adattati alle realtà locali.

FERRETTINI ROSSOTTI EMILIA nasce a Torino nel 1866. Come gran parte delle artiste del tempo ha una formazione da autodidatta. Frequenta lo studio del pittore Lorenzo Delleani, che influisce sulle sue scelte stilistiche. Delleani, dopo l’esperienza parigina, si dedica a una pittura en plei air, con dense pennellate di colore che catturano la luce, scegliendo come soggetti vedute del Piemonte, soprattutto paesaggi di montagna.

Emilia dipinge nature morte dai colori morbidi, “sommessi”: fiori e paesaggi (Mattino grigio, Tramonto sul Po, inviati nel 1900 alla I Esposizione Internazionale Femminile di Torino). Espone a Genova nel 1902, a Roma nel 1904 (Nota bianca), al Salon di Parigi nel 1911 (Autunno). I paesaggi sono soprattutto della campagna torinese.

Nulla traspare ufficialmente della sua vita privata.

Muore a Torino nel 1951 all’età di 85 anni.

emilia-ferrettini-rossotti-primavera-sulle-colline-di-torino-1.jpg

emilia-ferrettini-rossotti-paesaggio.jpg ferrettini_rossotti_emilia-trasparenze~OM045300~11343_20131125_Asta96_197-1.jpg emilia-ferrettini-rossotti-campagna-piemontese.jpg emilia-ferrettini-rossotti-estate.jpg emilia-ferrettini-rossotti-paesaggio-1.jpg
348.jpgemilia-ferrettini-rossotti-armonie.jpg

 

Arte al femminile (211)

f0e0478cdb5aafe19a57fb6b8160f8ba.jpg

Angela Carugati nasce a Firenze nel 1881. Rimasta orfana dei genitori a otto anni si trasferisce presso zii piemontesi che vivono a Napoli. Alla scuola complementare merita lodi solo in disegno e in italiano, perché le altre materie non la interessano. Viene iscritta (con poca convinzione da parte degli zii) presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove ha tra i suoi insegnanti Paolo Vetri, che considera maestro indimenticabile d’arte e di vita, tanto da dire di lui “ imparai a considerare il valore e la varietà dell’arte e come a essa ci si debba accostare “. Presso l’Accademia ottiene affermazioni e vittorie, con relative medaglie d’oro vinte nei concorsi interni. Diventa l’allieva prediletta di Domenico Morelli, che si alterna alla presidenza dell’istituto. In seguito accede all’insegnamento di Disegno professionale e nozioni di arte applicata presso l’Istituto Regina Elena di Napoli. Avrebbe voluto essere indipendente, ma le esigenze di vita l’obbligano a darsi all’insegnamento. Pittrice versatile dipinge paesaggi e ritratti, sia con la tecnica dell’olio che con quella del pastello. La troviamo alla Promotrice di Napoli del 1906. Si dedica anche alla poesia e scrive: Come un solitario ragno tesso, sospesa nell’aria, una inutile tela leggera di sogni e d’illusioni, che il vento presto lacera. Ma sostare non posso… Ritessere devo ancora, e per tutta la vita, la tenue inutile tela sospesa nel vuoto del tempo.”

Dell’arte dice: “Tremenda passione, l’Arte! La sola che non conosca stanchezze. Liberarsi da questa passione, sarebbe morire”

Contemplativa, amante del silenzio e della solitudine, partecipa a più di 150 mostre collettive. Allestisce a Napoli e in altre città italiane moltissime personali tra il 1932 e il 1962.

Muore a Napoli nel 1980.

carugati_angela-la_modella~OM9b6300~10807_20160526_285_159.jpg e894ee0db6bab01783e5e28c55093c54.jpg carugati_angela-volto_femminile~OM5c7300~10807_20160311_282_223.jpg

7d9ca5ea979b747fa90523dd6c826805.jpg

226acca271e08005c4e311e902ee9167.jpg H0107-L05820991.jpg

carugati_angela-napoli_che_scompare~OM65e300~10807_20120621_142ONLINE_226.jpg carugati_angela-vaso_con_fiori~OM6a7300~10807_20150613_272_23.jpg

La continua catena di uccisioni di donne incolpevoli…

2856084-9788817065610.png

Un libro sempre attuale, purtroppo…

Ferite a Morte è un’antologia di monologhi sulla falsariga della famosa Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master. I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche: parlano in prima persona le donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”.

“Tutti i monologhi di ‘Ferite a morte’ – spiega Serena Dandini – ci parlano dei delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. Non a caso i colpevoli sono spesso mariti, fidanzati o ex, una strage familiare che, con un’impressionante cadenza, continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta di un iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Per questo pensiamo che non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica”.

Non basta un megafono per farti sentire se da tre mesi sei in fondo a un pozzo, nessuno ti trova e non sai più come gridarlo che sei lì, proprio dietro casa, e che è stato tuo marito a buttartici. Non bastano le parole per chi è costretta a lucidare il superattico di un petroliere per pochi euro al mese, tra botte e tentativi di violenza, finché un giorno, per non impazzire, “sceglie di diventare un raggio di luce dorata” impiccandosi al lampadario di cristallo. O per chi faceva la commessa in un negozio di intimo: suo marito l’ha strangolata “con un paio di mutandine modello Folie de Paris, nuova collezione pura seta, taglia 42, inserti in pizzo sintetici. Euro 27. Ottima scelta”.

Dopo i racconti delle donne vittime di femminicidio c’è una sezione dedicata alla diffusione del fenomeno nel mondo: una impressionante carrellata di dati su un fenomeno che non registra flessione.

Una lettura che lascia tanta amarezza!