Arte al femminile (250)

Selene Scuri nasce a Bergamo nel 1845, prima figlia di Enrico Scuri (1806-1884), direttore della Scuola di Pittura dell’Accademia Carrara di Bergamo, esponente della corrente del classicismo. Diventata una valente pittrice, sposa nel 1870 il pittore Luigi Galizzi, da cui ha sei figli, tre dei quali: Carlo, Camillo e Giovan Battista seguono le orme dei genitori e diventano artisti apprezzati. Il Galizzi, nato a Ponte San Pietro, nei pressi di Bergamo, nel 1838, lavora soprattutto come restauratore e pittore di soggetti di arte sacra, eseguiti per lo più ad affresco per le chiese di Bergamo e provincia. Si dedica anche al ritratto e la moglie collabora con lui.

Di Selene rimane un autoritratto eseguito a 16 anni, in cui la si vede al cavalletto. Oltre alla firma c’è una dedica “alla mia Giuditta”, la governante di casa.

Muore a Bergamo nel 1925, a 80 anni.

Suoi lavori si trovano in collezioni private.

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Arte al femminile (249)

Ida Botti Scifoni nasce a Roma nel 1812 in una famiglia benestante. Studia privatamente con Giovanni Salvagni: si dedica al ritratto, a soggetti sacri e alla natura morta. Sposa il notaio e patriota romano Felice Scifoni, affiliato alla Carboneria, condannato all’esilio per aver partecipato ai moti del 1830-1831 in Romagna. I due si conoscono a Firenze, dove si stabiliscono. Qui insegna pittura a Matilde Bonaparte, nipote di Napoleone I e moglie del principe russo Anatolio Demidoff, collezionista d’arte. Ottiene tale considerazione da Matilde Bonaparte, da frequentare la sua villa e aiutarla nella scelta e disposizione degli arredi, oltre che consigliarla nella scelta degli abiti. Si dimostra eccellente conoscitrice delle arti figurative, perché Villa Demidoff è una specie di museo e difficile accontentare i raffinati gusti del marito di Matilde.

Ida diventa pittrice apprezzata alla corte dei Lorena.

Muore giovane, a 31 anni.

La principessa Matilde commissiona un busto in marmo bianco per il suo monumento sepolcrale nel lapidario della Basilica di Santa Croce a Firenze. Nel basamento sono incise le seguenti parole:

“Qui si riposa dai lunghi travagli di breve vita Idda Scifoni nata Botti pittrice romana morta in Firenze di anni 31 il 13 giugno 1844 donna cara e infelice all’unico figlio che lasciavi trienne starai sempre in cuor viva nei tuoi dipinti vedrà qual fosti nell’arte delle tue rare virtù il dolente padre e quanti conobberti gli parleranno i tuoi sembianti conoscerà qui pregandoti pace”

Un suo autoritratto si trova agli Uffizi di Firenze e ci mostra un’immagine della pittrice spigliata e anticonformista.

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Arte al femminile (248)

Ada Van Der Schalk nasce a Milano nel 1883 da genitori olandesi: il padre è il Console Generale d’Olanda a Milano. Dopo l’infanzia a Milano studia pittura a Monaco di Baviera, a Parigi e in Olanda. In Italia si trasferisce dopo il 1908, prima a Milano, poi a Como e infine a Varese.

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Partecipa attivamente alle iniziative espositive locali, ma è presente anche alle collettive organizzate dalla Promotrice di Torino, alla Permanente di Milano, all’Accademia di Brera. Il culmine della carriera lo raggiunge esponendo alla Permanente di Milano per la prima mostra del Novecento Italiano, ordinata da Margherita Sarfatti, scrittrice e critica d’arte, nota per la sua relazione con Mussolini.

Sue opere sono conservate alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, a Palazzo Pitti a Firenze e al Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese.

Muore a Varese nel 1957, a 74 anni.

I suoi ritratti hanno un che di malinconico, con personaggi come “sospesi”, in attesa.

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Arte al femminile (247)

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Il Museo Francesco Borgogna di Vercelli rappresenta per importanza, qualità e quantità di opere la più importante pinacoteca del Piemonte dopo la Galleria Sabauda di Torino. La sua sede è in un bel palazzo neoclassico e le opere sono esposte in ordine storico-cronologico.

Qui si trovano alcuni lavori dell’artista vercellese Irma Rossaro Fontana, che è stata anche stimata insegnante dell’Istituto d’Arte cittadino. Di lei, come succede a quasi tutte le artiste donne, rimangono poche note biografiche.

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Irma Rossaro Fontana nasce a Vercelli nel 1878, figlia del noto pittore e restauratore vercellese Ferdinando Rossaro. Anche il fratello Edgardo diventa artista apprezzato. Irma, diplomatasi nel 1896, è nota per l’attività d’insegnamento alla scuola femminile dell’Istituto di Belle Arti cittadino. Si dedica prevalentemente alla miniatura, ma negli anni giovanili realizza anche ritratti e paesaggi con la pittura da cavalletto. Le sue nature morte, datate 1912, evidenziano influenze transalpine. Nel 1924 partecipa con successo alla Mostra del ritratto femminile contemporaneo.

Muore nel 1943.

Irma ritrae soggetti familiari con stile raffinato. Delicato l’uso del colore e luminosi i suoi quadri.

Suoi lavori sono stati acquisiti dal Museo Borgogna di Vercelli: il primo nucleo di opere è giunto nel 1943 come donazione del fratello Edgardo. Un secondo gruppo di 8 dipinti proviene da un legato del 1980. Nel 2007 si sono aggiunti un autoritratto e il ritratto del padre Ferdinando, in deposito dalla Casa di Riposo di Vercelli. La maggior parte dei quadri fa parte di collezioni private.

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Arte al femminile (246)

Le Accademie italiane danno accesso alle donne prima degli altri paesi europei. Nell’Ottocento si registrano artiste all’Accademia di San Luca di Roma, all’Accademia di Genova, all’Accademia di Venezia e, sin dagli inizi del secolo, all’Accademia di Brera. Nel 1873 Vittorio Emanuele II approva una nuova stesura dello statuto dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, consentendo alle donne di essere ammesse tra gli Accademici di merito senza limiti di numero. A Napoli dalla fine dell’Ottocento, a partire dai 12 anni, le donne possono frequentare l’Istituto di Belle Arti. La frequenza ai corsi di questo Istituto permette di conseguire un diploma che abilita alla professione d’insegnante di disegno presso le scuole primarie e secondarie. I Reali Educandati femminili presenti nel territorio napoletano hanno tra le materie di studio: “disegno lineare e ornato”.

Rosalia Rocco Acanfora è stata una stimata artista e insegnante prima a Napoli, poi nella Roma ottocentesca.

 

Rosalia Rocco Acanfora nasce a Mazara del Vallo nel 1869 da famiglia nobile. A soli 11 anni comincia a studiare all’Istituto di Belle Arti di Napoli, incoraggiata dai maestri Domenico Morelli, Filippo Palizzi e Gioacchino Toma, considerati tra i maggiori pittori del tempo. Dopo essersi diplomata insegna alla Scuola Normale di Napoli, per poi essere trasferita alla Scuola Normale “Margherita di Savoia” di Roma. Accanto all’attività di insegnamento unisce la partecipazione a mostre nazionali e internazionali, come la Promotrice Napoletana, che segna il suo esordio nel 1877. La troviamo all’Esposizione italiana di Londra del 1888, all’ Esposizione Universale di Anversa del 1894, a quella di Monaco di Baviera del 1901. Diventa segretaria generale dell’Associazione Italiana insegnanti di Disegno e dirige la rivista ufficiale mensile dell’Associazione “L’arte e la scuola”. In campo didattico è all’avanguardia e dice:

“Mentre ancora in molte scuole la lezione di disegno consiste nello svolgimento d’un programma disorganico, che obbliga gli alunni a spendere parecchi mesi in esercizi automatici e quindi ad eseguire costruzioni geometriche di cui non capiscono la ragione ed a scarabocchiare complicati contorni e goffi chiaroscuri imitati da cartelloni e da litografie spesso insignificanti, sotto la forzatamente oziosa sorveglianza d’un maestro …Nelle scuole in cui sono penetrati i nuovi criteri didattici l’insegnamento viene iniziato subito con lo studio diretto del vero, e non soltanto a mano armata di matita e di gomma, ma col richiamare piacevolmente l’osservazione sugli infiniti aspetti di questa inesauribile miniera d’arte e col fondere la comprensione de’ suoi valori plastici con la comprensione della sua bellezza reale e ideale. I tentativi grafici vengono richiesti poi, ma per una via affatto opposta a quella seguita sino a ieri comunemente.”

Muore a Roma nel 1926 a 57 anni.

Di lei si conserva un carteggio, che testimonia la dedizione verso la propria professione di insegnante. I quadri sono principalmente in collezioni private.

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Arte al femminile (245)

Pienza è una bella cittadina in provincia di Siena, in Val d’Orcia, e qui nasce nel 1870 Romea Ravazzi, zia Remy per tutti quelli che la conoscono.

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Romea (nome ispirato a un’importante via romana!) studia alla scuola femminile di disegno di Amos Cassioli (ritrattista e pittore di soggetti storici) a Firenze tra il 1888 e il 1891. L’esordio artistico sembra risalire all’edizione 1892-93 dell’Esposizione della Società di Belle Arti di Firenze. Nel 1900 presenta i suoi dipinti alla quarta Esposizione triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all’Esposizione concorso “Vittorio Alinari” organizzata dalla Società Italiana per l’Arte Pubblica. Dopo altre due edizioni delle Esposizioni fiorentine, Romea si dedica all’attività di copista a Firenze, dove si è trasferita giovanissima con il padre. Nel 1923 partecipa alla prima esposizione del Collegio delle Arti di Orvieto, città natale della madre. Decide quindi di stabilirsi a Pienza, prima nella casa natale, poi nel podere Porciano, in casa della famiglia del colono Adamo Grappi, infine al podere Beccacervello, presso le famiglie Carratelli e Pasquetti. Qui ha la sua stanza: un teschio sul comò, il pianoforte e un violino, con il suono del quale è solita salutare i morti del paese. Semplice e cordiale, la si vede vagabondare per le campagne con la sua tavolozza, una tela e i pennelli. La chiamano tutti zia Remy e guardano con simpatia alle sue stravaganze. A Pienza riesce a esprimere al meglio la sua arte, manifestando il suo attaccamento alle persone, al paesaggio e agli animali della sua terra. Istituisce una piccola Biblioteca, alimentata da libri di sua proprietà, riservata ai ragazzi di Pienza e intitolata a Celido Cappelli, un bambino cui si è particolarmente affezionata, gravemente ammalato di tubercolosi. Oltre che pittrice, Romea è un’appassionata musicista, suonando il pianoforte e il violino con risultati più che apprezzabili: personalità eclettica e fuori dagli schemi per il suo tempo.

I suoi paesaggi sono realizzati con un abile uso del colore a macchia e hanno in sé molta poesia.

Muore a Pienza nel 1942.

Le sue opere sono custodite per lo più in collezioni private. Molti quadri ha donato generosamente agli abitanti di Pienza oppure ha scambiato con generi di necessità.

La cittadina di Pienza le ha dedicato una mostra nel 2009.

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Arte al femminile (244)

Ci sono artiste di cui rimangono sintetiche note biografiche, perchè dimenticate, dopo essere state conosciute e apprezzate al loro tempo.

Le due pittrici che nomino ne sono un esempio.

Sandra Pugliese  nasce ad Alessandria nel 1877. Non è nota la data di morte. Si specializza nelle nature morte.

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Elvira Raimondi nasce a Napoli nel 1866. Studia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue opere sono scene di genere, nature morte e paesaggi. Muore nel 1920.

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