Difficoltà della coerenza…

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Lettera di dimissioni è un romanzo più che mai attuale, che ha come tema centrale la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce. La protagonista è Clelia che, partendo dal proprio passato, giunge al presente, rendendosi conto di avere tradito se stessa e i propri ideali. Dopo aver iniziato a lavorare come maschera in teatro, proprio nel teatro inizia a fare carriera, sino a diventare direttrice artistica del Teatro Regione Campania, regista ricercata e ammirata, ottenendo un successo che stravolge la sua vita. Un po’ alla volta il successo presenta il conto e Clelia deve prendere decisioni, deve scegliere e si accorge che iniziano i compromessi con la coscienza, “ e dicevo sì quando sapevo che la risposta era no”: la scelta del “male minore” è comunque la scelta di un male, come dice la Arendt.

Clelia proviene da una famiglia di intellettuali idealisti. Ha convissuto per anni con Gianni in un piccolo appartamento di periferia, dividendo difficoltà ed entusiasmi. Ha lavorato per sostenere un teatro senza mezzi economici, mettendo in scena spettacoli d’avanguardia. Questo passato ha lasciato in lei un segno profondo e arriva il momento in cui si accorge di avere tradito se stessa, gli affetti più profondi e decide di uscire dal compromesso…«Era stato là che qualcosa si era rotto e insieme qualcosa cominciava».

La storia di Clelia s’intreccia con quella della sua città, Napoli, descritta nei suoi cambiamenti, nei suoi lati oscuri e in quelli luminosi.

“E così quello che restava a me era questa impressione: che la vita stava tutta fuori di me, era nel passato, nel futuro, nelle cose. Nelle parole. Nei gesti degli altri. Che mi si concedeva per brandelli, e che quei pezzi non erano gli stessi che riuscivo a catalogare e nominare con il sussidiario. Quella fetente stava da un’altra parte, mi aspettava dietro gli angoli come i gatti all’agguato. E io prima o poi le sarei andata incontro”.

Valeria Parrella nasce a Torre del Greco nel 1974. Si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Napoli con una tesi in glottologia. In seguito si è specializzata come interprete della Lingua Italiana dei Segni e ha lavorato all’E.N.S. di Napoli, dove vive. Ha esordito nel 2003 con una raccolta di sei racconti intitolati Mosca più balena edita dalla casa editrice Minimum Fax con la quale ha vinto il Premio Campiello Opera Prima. Diversi racconti sono apparsi nell’antologia Pensa alla salute pubblicata da l’Ancora del Mediterraneo nel 2004. Sempre nel 2004 ha pubblicato nell’antologia La qualità dell’aria il suo racconto Verissimo e nel 2005 un’altra raccolta di racconti, Per grazia ricevuta, libro arrivato tra i cinque finalisti al Premio Strega dello stesso anno e vincitore del Premio Renato Fucini per la miglior raccolta di racconti. Nel 2007 pubblica con Bompiani Il Verdetto. Nel 2008 pubblica con Einaudi il suo primo romanzo, Lo spazio bianco, da cui Francesca Comencini ha tratto l’omonimo film. Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), seguito da Lettera di dimissioni (Einaudi 2011) e Tempo di imparare (Einaudi 2014). È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009), Antigone (Einaudi 2012), Euridice e Orfeo (Bompiani, 2015) e Dalla parte di Zeno (Teatro Nazionale di Napoli, 2016). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di «Grazia» e collabora con «La Repubblica». Nel 2014 si candida alle elezioni europee con la lista L’altra Europa con Tsipras, ottenendo parecchie preferenze. Ha scritto vari articoli su Micromega e si batte per un pensiero laicista, attento alle minoranze.

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