Arte al femminile (245)

Pienza è una bella cittadina in provincia di Siena, in Val d’Orcia, e qui nasce nel 1870 Romea Ravazzi, zia Remy per tutti quelli che la conoscono.

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Romea (nome ispirato a un’importante via romana!) studia alla scuola femminile di disegno di Amos Cassioli (ritrattista e pittore di soggetti storici) a Firenze tra il 1888 e il 1891. L’esordio artistico sembra risalire all’edizione 1892-93 dell’Esposizione della Società di Belle Arti di Firenze. Nel 1900 presenta i suoi dipinti alla quarta Esposizione triennale della Regia Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all’Esposizione concorso “Vittorio Alinari” organizzata dalla Società Italiana per l’Arte Pubblica. Dopo altre due edizioni delle Esposizioni fiorentine, Romea si dedica all’attività di copista a Firenze, dove si è trasferita giovanissima con il padre. Nel 1923 partecipa alla prima esposizione del Collegio delle Arti di Orvieto, città natale della madre. Decide quindi di stabilirsi a Pienza, prima nella casa natale, poi nel podere Porciano, in casa della famiglia del colono Adamo Grappi, infine al podere Beccacervello, presso le famiglie Carratelli e Pasquetti. Qui ha la sua stanza: un teschio sul comò, il pianoforte e un violino, con il suono del quale è solita salutare i morti del paese. Semplice e cordiale, la si vede vagabondare per le campagne con la sua tavolozza, una tela e i pennelli. La chiamano tutti zia Remy e guardano con simpatia alle sue stravaganze. A Pienza riesce a esprimere al meglio la sua arte, manifestando il suo attaccamento alle persone, al paesaggio e agli animali della sua terra. Istituisce una piccola Biblioteca, alimentata da libri di sua proprietà, riservata ai ragazzi di Pienza e intitolata a Celido Cappelli, un bambino cui si è particolarmente affezionata, gravemente ammalato di tubercolosi. Oltre che pittrice, Romea è un’appassionata musicista, suonando il pianoforte e il violino con risultati più che apprezzabili: personalità eclettica e fuori dagli schemi per il suo tempo.

I suoi paesaggi sono realizzati con un abile uso del colore a macchia e hanno in sé molta poesia.

Muore a Pienza nel 1942.

Le sue opere sono custodite per lo più in collezioni private. Molti quadri ha donato generosamente agli abitanti di Pienza oppure ha scambiato con generi di necessità.

La cittadina di Pienza le ha dedicato una mostra nel 2009.

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