Arte al femminile (233)

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Pavia entra a far parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d’Italia) nel 1859. La città è apparentemente tranquilla e regolata, ma l’ambiente è più complesso di quanto appaia: prostitute e contrabbandieri sono numerosi. Ci sono comunque un’importante Università, una delle più antiche del mondo (fondata nel 1361) e un vivace ambiente artistico-culturale. Nel 1842 è istituita la Civica Scuola di Pittura, grazie al lascito del letterato, filoso e critico Sacchi. Viene chiamato a dirigerla Giacomo Trécourt, giovane pittore bergamasco di robusta preparazione e di ampi orizzonti culturali, che assicura alla Scuola l’apertura alle novità pittoriche del tempo. L’efficacia dell’istituzione si conferma anche con i successori del Trécourt e molti artisti di valore si formano in questa scuola. Nel 1934 ogni attività didattica viene sospesa per intervento del Podestà cittadino. Tra il 1950 e il 1954 il Comune cerca di riaprirla, ma è il generoso gesto della pittrice Lina Sannazzaro a risolvere la questione, con il proprio lascito.

Lina Marabelli Sannazzaro nasce a Genova nel 1878, figlia del colonnello Achille. Tra il 1894 e il 1897 frequenta a Nizza l’Ecole Nationale d’Art Décoratif. Ne esce con una medaglia d’oro. Sposa lo scultore Alfonso Marabelli, con cui si trasferisce a Pavia, città cui si lega molto: vivono in una casa-studio da loro interamente progettata. Il marito si dedica alle sculture celebrative e funerarie. I dipinti di Lina si concentrano invece sulle figure femminili: donne forti, sicure, orgogliose del proprio corpo. La rappresentazione del corpo femminile emerge da fondali scuri oppure è in paesaggi assolati, dove la presenza umana quasi si annulla. Attenta all’introspezione psicologica dei suoi personaggi, si dedica anche a ritratti e autoritratti di taglio tradizionale. Si presenta a importanti mostre, dove ottiene giudizi positivi.

Muore a Pavia nel 1960. Lascia la casa, insieme a una ricchissima collezione di gessi e dipinti, al comune di Pavia, perché vi ospiti un’accademia d’arte. L’edificio è oggi sede della Civica Scuola di Arti Visive Marabelli.

I Civici Musei di Pavia possiedono una ricca collezione di opere dei due artisti.

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