Atmosfere magiche e tormenti umani…

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Tu mio primo amore ruota intorno alle vicende di Danae, la protagonista, che insofferente di impacci e compromessi, cerca una vita autentica. Sposatasi in giovane età e madre di due figlie adolescenti, Danae mal sopporta il grigiore di giornate sempre uguali e il rapporto con un marito con cui non riesce a comunicare. Un giorno decide di ribellarsi e tornare in un luogo rimasto magico nella memoria, un posto in campagna, in cui aveva trascorso l’estate dei suoi tredici anni. Inserita in un campo di lavoro agricolo, obbligatorio per i ragazzi dell’isola, si era confrontata con i suoi coetanei e con i turbamenti dell’età. Qui aveva scoperto l’amore per una ragazza india, Terra, che le aveva fatto conoscere e apprezzare la sua comunità, in un ambiente selvaggio e sincero. Tornata a casa Danae aveva continuato a scrivere lettere a Terra, ma queste non erano mai giunte a destinazione. A distanza di anni Danae va alla ricerca di Terra e la trova. Le due donne, dopo aver entrambe molto sofferto e sopportato, decidono di vivere insieme, ma devono affrontare forti difficoltà…

Ambientato a Cuba, come tutti i romanzi della Valdés, questo racconto prosegue tra realtà e fantasia, con riferimenti a leggende e miti tipici del popolo cubano. Lo stile è sanguigno, intenso, senza remore. La fisicità e le sensazioni impregnano la storia, segnata da un’atmosfera quasi irreale.

Esule per disperazione, la scrittrice Zoe Valdés,, nata a L’Avana nel 1959 e approdata a Parigi nel 1993, dove ha lavorato alla delegazione cubana dell’Unesco e nell’ufficio culturale dell’ambasciata cubana a Parigi, in realtà non ha mai lasciato l’isola. Affetto e rancore, per una terra generosa ma inospitale verso i principi, segnano la sua identità, come una cicatrice congenita che getta una vena di malinconia su ogni ricordo, anzi su ogni parola.
“Quando ti hanno privato della possibilità di scegliere, quando hai ingoiato il boccone amaro della mancanza di libertà, fino a farne indigestione, non potrai mai più assaporare la libertà senza che il morso della memoria ti ferisca le labbra.” Per queste affermazioni e le interviste rilasciate, Zoé Valdés, insieme al marito regista cinematografico, si può considerare una scrittrice attivamente impegnata nel campo della dissidenza politica.

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