Un altro libro per capire…

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Ouatann Ombre sul mare è un romanzo che prende ispirazione da un termine, “ouatann”, che indica un sistema di abitudini e di gesti, che accomuna le popolazioni che abitano la terra tra il Mediterraneo e il deserto del Sahara. Significa patria intesa come identità interiore, indipendentemente da influenze politiche o geografiche. Ambientato in Tunisia e collocato nel 2008, il racconto dipinge un paese tormentato dalla disoccupazione, dalla perdita di speranza, con il sogno di fuga in Europa, alla ricerca di nuove prospettive e di un futuro decoroso. In una villa isolata vicino al mare, in un villaggio vicino a Biserta, s’incontrano cinque personaggi: Rached, giocatore incallito, funzionario frustrato, padre e marito irresponsabile; Naceur, ingegnere, coinvolto in una squallida storia di appalti truccati, che l’hanno portato in carcere; Michkat, inquieta avvocatessa, troppo indipendente per il suo ambiente; Faiza, giovane universitaria impetuosa e sfuggente; Mansour, violento e dedito a loschi affari. Attorno a questi personaggi ruotano altri minori, che vivono di espedienti, privi di ideali comuni e di fiducia nella rinascita della propria patria: povera gente che ha perduto lavoro, speranza e dignità. La storia unisce elementi  legati alle vicende di Naceur e ai suoi rapporti con affaristi privi di scrupoli, ai problemi più generali della Tunisia, un paese piegato dalle continue partenze di giovani e da un’amministrazione corrotta che rischia di condurlo alla deriva. Nella villa sul mare Naceur, sorvegliato da Rached, aspetta di avere i documenti che gli permettano di fuggire, ma l’arrivo di Michkat (proprietaria della casa) sconvolge i piani…Alla fine c’è un recupero di dignità da parte di alcuni, quelli che rimangono…“Quando l’onore ritorna, il paese sorge nell’animo degli uomini“.

Un libro complesso, perché non ha un intreccio lineare, ma è a più voci, fatto di episodi che si “rincorrono”, pervaso da una vena di malinconia. Un libro fondamentale per capire meglio un paese e la sua gente. Estremamente attuale!

La forza di “Ouatann. Ombre sul mare” è nelle impressioni che lascia trapelare, in quello che racconta senza celebrarlo né decantarlo. La Tunisia che Azza Filali ci spiega va afferrata e compresa attraverso le atmosfere, le minuzie, qualche parola o impalpabili suggestioni. Quello che parla, infatti, non è tanto l’intreccio di figure che, in un modo o nell’altro, entrano in contatto tra di loro e neppure il loro persistente desiderio di essere altrove o essere altro, quanto la rappresentazione di una ‘patria’ che sembra essersi disgregata nel tempo tanto da non essere più nemmeno riconosciuta o riconoscibile.

I ragazzi di qui non vanno a Bordeaux, e nemmeno a Tunisi, che ci andrebbero a fare? Non c’è lavoro per loro e fanno paura, perché sono deformi: a furia di scrutare l’orizzonte, il collo gli si è allungato di alcuni centimetri, mentre la faccia, battuta dai venti, è piena di rughe; sono vecchi prima di aver cominciato a vivere. De resto, non sanno come vivere! Sono stati respinti da tutti i consolati della terra: per l’Europa, non hanno diplomi, per il Canada, non hanno soldi… Neanche il mare vuole saperne di loro, li inghiotte e li riporta indietro“.

“L’uno dopo l’altro, i quartieri hanno raggiunto il clan dell’affarismo e Tunisi è cresciuta senza ritegno, riempiendo i suoi vuoti, innalzando le sue gobbe, vendendo la sua anima ai quattro venti. Oggi, la città si distende davanti al mare…Rettile difforme, prende il sole attraverso la paccottiglia delle sue facciate. I quartieri antichi, confinati nel patrimonio della memoria, sono invecchiati in silenzio: i più avveduti si sono trasformati in “siti-catalogo”, destinati ai turisti… Naufragio da cartolina!…Questa città è diventata ricca, troppo ricca, adesso vive dalla parte del lago, viaggia in bolide e dorme in centri residenziali ben sorvegliati…Tunisi muore per i suoi contrari, le strade non hanno più niente da dire”.

Azza Filali è nata in Tunisia nel 1952. È un medico e lavora come gastroenterologa presso l’ospedale La Rabta di Tunisi. Nel 2009 ha conseguito un master in Filosofia all’Università di Parigi. Il suo primo libro è un saggio sulla pratica medica, cui hanno fatto seguito scritti di natura diversa: romanzi e racconti. Il primo libro della Filali tradotto in italiano è “Ouatann. Ombre sul mare” (Fazi, 2015) ma la dottoressa scrittrice ha all’attivo diverse altre opere tra cui “Monsieur L. Roman” (1999), “Les Vallées de lumière” (2001), “Propos changeants sur l’amour” (2003), “Chronique d’un décalage” (2005), “Vingt ans pour plus tard” (2009), “L’heure du cru” (2009).

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