Arte al femminile (224)

La pittura di paesaggio rimane sempre tema attrattivo in un paese ricco di bellezze come il nostro.

Venezia poi è da sempre mirabile soggetto.

Antonietta Brandeis nasce in Galizia, a Miskowitz, allora sotto l’Impero Austro-ungarico, nel 1848. Viene menzionata da adolescente come allieva dell’artista praghese Karel Javurek. Dopo la morte del padre, la madre Giuseppina Dravhozvall si risposa con il veneziano Giovanni Nobile Scaramella. La famiglia si stabilisce in Laguna. Antonietta continua a coltivare la passione per la pittura e nel 1867 (a 19 anni) entra all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Inizialmente preferisce ritrarre scene di vita quotidiana. Il suo nome compare nell’elenco degli alunni premiati per meriti artistici. Inizia a esporre negli anni 1876-1877, presentando paesaggi veneziani, venduti a collezionisti stranieri. La sua opera si diffonde a Firenze e anche a Budapest, ma firma i quadri con il nome “Antonio Brandeis”, perché non vuole che i giudizi sui suoi lavori siano condizionati dal suo essere donna. Svolge un’intensa attività, presentando sue opere nelle principali mostre italiane, a Venezia, Roma, Firenze, Torino, Milano. Nel 1880 (a 32 anni)si presenta all’esposizione Internazionale di Melbourne con tre dipinti di ispirazione lagunare. Pittrice prolifica, sceglie anche soggetti religiosi e sue produzioni si possono ammirare nella cattedrale dell’isola di Curzola in Croazia. Nel 1897, a 49 anni, sposa il veneziano Antonio Zamboni, cavaliere e ufficiale della Corona italiana. La coppia vive tra Venezia, Firenze e Roma. Rimasta vedova nel 1909, si stabilisce a Firenze, dove lavora sino alla fine, nel 1926, a 78 anni.

Lascia tutti i suoi lavori e i suoi beni alla fondazione fiorentina che si occupa degli orfani. Quattro quadri vengono assegnati a una Galleria di Palazzo Pitti.

Deliziose le sue vedute di Venezia, immortalata sulla tela dai luoghi più conosciuti fino ai canali più silenziosi e nascosti.

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Antonietta Fragiacomo nasce a Trieste nel 1859, da Domenico e Caterina Dolce. Più famoso di lei è il fratello maggiore Pietro, pure pittore. La famiglia si trasferisce nel 1868 a Venezia in cerca di miglioramento economico. Nel 1878 il padre riesce a prendere in affitto il Caffè Lazzaroni, in Frezzeria, nel sestiere di San Marco. Antonietta frequenta l’Accademia di Venezia e segue insegnamenti privati di paesaggio e figura. Si perfeziona studiando dal vero. Prende parte alle Biennali veneziane dal 1907 al 1914 e poi dal 1920 al 1924. Espone alla Mostra delle Tre Venezie a Torino, dove il suo quadro “Partenza per la pesca” viene acquistato dal re. Precedentemente la regina madre aveva comprato il suo quadretto “Raggio di sole” . Ottiene numerosi premi per i suoi lavori e apprezzamenti dalla critica. Esegue anche una pala d’altare dedicata all’apparizione di Lourdes. Si segnalano sue mostre nel 1935 e una personale a Milano nel 1937. Muore pare nel 1942. Poche come al solito le notizie su di lei, mentre abbondano quelle sul fratello, tanto che opere di Antonietta sono state erroneamente attribuite a quest’ultimo. Accomuna i due artisti l’amore per i paesaggi lagunari, rendendone la solitudine, il silenzio, quel mare piatto che lambisce strisce di sabbia sullo sfondo di cieli tenui, sfumati di grigio e rosso.

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