Importanza di una voce…

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È arrivato l’arrotino è l’ultimo libro di Anna Marchesini. Introdotto da una lettera della figlia Virginia e completato con una serie di poesie, il testo è composto da due racconti, che hanno come protagoniste due donne, due storie completamente diverse eppure vicine , che iniziano al momento della nascita. La protagonista della prima storia è la stessa scrittrice, dal momento del parto (descritto con spirito dal punto di vista della neonata), alla vita in famiglia, con la madre Zaira e le sue caratteristiche e manie. Tra quest’ultime c’è quella di tenere in casa coltelli che non tagliano, pur di non scendere in strada dall’arrotino, la cui voce poderosa accompagna tutto il racconto. Si tratta di aneddoti divertenti, descritti in modo delizioso. Nella seconda parte del libro incontriamo Maddalena, concepita in carcere da una madre sospettata di omicidio. Dopo essere vissuta in orfanatrofio, considerata quasi insignificante, oggetto solo d’indifferenza, Maddalena diventa un’abile ricamatrice e può vivere modestamente in una casa propria. La visita dell’arrotino, chiamato per sistemare la cucina a gas rappresenta simbolicamente il primo vero contatto umano di Maddalena.

Un libro scritto con grazia e un linguaggio curato e raffinato. Una storia di cose semplici, di gente povera che lotta e alla fine ce la fa.

“Certi incontri hanno una forza quasi magica, perché dilatano lo sguardo lasciando affiorare le nostre paure più profonde. A volte sono persone, altre idee, altre ancora solo voci. Ma tanto basta. Non saremo più gli stessi.”

Una scrittrice che non delude mai!

“Fu allora che udii la voce di un uomo gagliarda e invitante, fulminea e tagliente come l’affondo di una spada. Urlava con un’esuberanza che squarciò la sfera di silenzio e mosche in cui eravamo sospesi: ‘Donne! È arrivato l’arrotino!’. Qualcosa accadde certo dentro di me, era solo l’inizio, forse.”

Anna Marchesini nasce a Orvieto il 18 novembre del 1953. Studia presso il Liceo Classico di Orvieto e in seguito, all’età di diciotto anni, si iscrive alla facoltà di Psicologia dell’Università di Roma, conseguendo la laurea nel 1975, a soli ventidue anni. L’anno successivo entra all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, diplomandosi come attrice di prosa nel 1978. Il suo debutto nello spettacolo avviene nel 1976, con “Il borghese gentiluomo”, di Molière. Nel 1979 entra a far parte della compagnia teatrale al Piccolo di Milano. Dopo aver lavorato come doppiatrice, nel 1982 incontra Tullio Solenghi, con cui, assieme a Massimo Lopez, forma il celebre Trio, lavorando con continuità dal 1983 al 1994. Il Trio esordisce su Radiodue con un programma radiofonico. Successivamente i tre lavorano per la televisione, affiancando Pippo Franco e partecipando a programmi quali “Domenica In” e “Sanremo”, raggiungendo il culmine del successo nel 1990, con la parodia in cinque puntate de “I Promessi sposi”, andata in onda su Raiuno e seguita mediamente da circa 13 milioni di spettatori. A partire dal 1994 Anna Marchesini continua a lavorare per circa due anni assieme a Tullio Solenghi, per poi proseguire da sola la carriera nel mondo del teatro. Nel 2000 pubblica il suo primo libro dal titolo “Che siccome che sono cecata”. Seguono “Il terrazzino dei gerani timidi”, “Di mercoledì” e “Moscerine”. Dal 2007 insegna all’Accademia d’Arte Teatrale “Silvio D’Amico” e sino all’ultimo si  dedica al teatro. Viene a mancare il 30 luglio 2016 a causa di una grave malattia.

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