Arte al femminile (222)

In Italia, come già osservato, più che movimenti artistici strutturati, troviamo movimenti di tendenza. A Roma dal 1912 al 1917 un gruppo di artisti dà vita alla cosiddetta “Secessione romana”. Trattasi di un gruppo di artisti già affermati che rifiutano sia l’accademismo ufficiale che il futurismo. Si pensa che l’artista non debba rendere conto a nessuno, ma sia l’unico che debba valutare le proprie creazioni: “artisti si nasce, non si diventa”. Si rifiutano i canali tradizionali di esposizione e di critica, troppo spesso condizionati e condizionanti.

Matilde Festa nasce a Roma nel 1890 da Pietro e da Cristina Forcella. Trasferitasi con la famiglia al Cairo, dove risiede a lungo, compie i primi studi di pittura presso Paolo Forcella, pittore orientalista e direttore della scuola di belle arti del Cairo. Tornata in Italia, esordisce sulla scena romana nel 1913, esponendo alcuni dipinti e disegni presso i locali del Lyceum di palazzo Theodoli, sede del circolo femminile: la mostra riceve la visita della regina Margherita. Nello stesso anno, sempre al Lyceum, partecipa all’Esposizione artistica femminile. Nel frattempo stabilisce contatti con alcuni tra i giovani artisti che danno vita nel 1913 alla fronda della Secessione romana, in contrasto con il tradizionalismo della Società amatori e cultori. Nel 1914 Matilde sposa l’architetto Marcello Piacentini, conosciuto nell’ambiente della Secessione romana, da cui ha una figlia, Sofia. Sempre nel 1914 prende parte a Roma alla seconda mostra della Secessione. Il 1915 è un anno ricco di eventi e riconoscimenti. Dopo aver partecipato in gennaio a una esposizione dell’Associazione artistica internazionale destinata a una raccolta di fondi a favore dei terremotati di Avezzano, in febbraio parte alla volta degli Stati Uniti con il marito, impegnato a seguire la costruzione del padiglione italiano da lui progettato alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco. Per il padiglione Matilde esegue le pitture delle lunette del portico: vi raffigura episodi delle crociate in uno stile neoquattrocentesco, coerente con la scelta operata nella struttura, inusuale rispetto al suo stile personale. Sempre nel 1915 partecipa, per l’ultima volta, alla mostra (terza) della Secessione romana con vari ritratti. L’anno dopo espone alla mostra d’arte pro Croce Rossa allestita nei locali del Lyceum. Nel giugno del 1918 prende parte, con alcuni pastelli e un arazzo, alla mostra d’arte giovanile che si tiene alla casina del Pincio. Si dedica a decorazioni di strutture architettoniche (v. cinema-teatro Savoia di Firenze, palazzo delle Poste di Gorizia) e a pannelli su stoffa. Dal 1928 al 1936 è presente alla Biennale di Venezia con una produzione che testimonia una particolare attenzione alla tecnica dell’affresco. Nel 1929 partecipa con due affreschi alla prima mostra del Sindacato laziale fascista di belle arti. Nel 1930 Matilde è a Roma alla prima Mostra nazionale dell’animale nell’arte e l’anno seguente, nell’ambito della Settimana italiana in Atene, presenta Pastore greco nel settore delle arti figurative, cui seguiranno altri affreschi di carattere classico. In seguito a una malattia piuttosto grave del marito, nel 1940 Matilde lascia la villa della Camilluccia, dove abita e lavora dal 1932, e si trasferisce con la famiglia in un albergo a piazza del Popolo. Da questo momento cala il silenzio sul suo percorso artistico e umano. Muore a Roma nel 1957.

Come la maggior parte delle artiste contemporanee Matilde è stata pressoché ignorata dalla critica. La sua produzione pittorica degli anni Venti e Trenta, quasi interamente sconosciuta, non permette di stabilire se la presenza alle principali esposizioni nazionali e internazionali – nel 1936 viene chiamata a rappresentare l’Italia a Budapest accanto a De Chirico, Carrà, Severini e Sironi, tra gli altri -sia dipesa dalla qualità delle sue opere oppure se sia stata favorita dal fatto di essere la moglie del più autorevole architetto di regime. Matilde ha pagato con l’oblio il legame con un marito legato al fascismo. Il marito è stato nel tempo riabilitato e ne è stato riconosciuto il valore: Matilde è attualmente ignorata e dimenticata.

L’amore per l’Egitto rimane una costante e a esso sono ispirati vari disegni e bozzetti.

45295499_1_m.jpg

getimg.jpg

Festa_591_1248_1.jpg Festa_591_1247_1.jpg

Festa_591_1246_1.jpg

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...