Donne da ricordare…

Sperando che molte donne siano nel nuovo anno portatrici di cambiamenti positivi, ricordo una donna che nel suo campo è stata all’avanguardia e ha avuto tanto coraggio.

Buon anno nuovo!

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Elizabeth Jane Cochran nasce a Cochran’s Mill, in Pennsylvania, nel 1864. Il padre, Michael Cochran è di origini irlandesi e la madre è Mary Jane, sua seconda moglie. Rimane presto orfana di padre, a 6 anni, e la madre si risposa con un uomo che si rivela alcolizzato e violento, tanto che Elizabeth testimonia contro di lui durante il processo intentato dalla madre per ottenere il divorzio. Per ristrettezze economiche abbandona gli studi a 16 anni e si dedica all’insegnamento, ottenendo un posto a Pittsburgh. Offesa per un articolo sessista apparso su un quotidiano locale, scrive una lettera di contestazione all’editore. Questi, colpito dalla qualità del suo stile, le offre un posto in redazione ed Elizabeth scrive usando lo pseudonimo Nellie Bly. Si occupa nei suoi articoli delle condizioni delle classi sociali più povere e delle donne che lavorano in fabbrica. Nel 1886 si trasferisce in Messico come corrispondente straniera. Qui rimane un anno e mezzo, documentando usi e costumi della popolazione. Avendo protestato per l’arresto di un giornalista locale, che si è permesso di criticare il governo, viene minacciata di arresto e costretta a lasciare il paese. Per i suoi articoli pungenti viene relegata a occuparsi delle pagine cosiddette “femminili”: moda, cucina, giardinaggio.. Sperando in un posto che la lasci libera di esprimersi si trasferisce a New York City e chiede di poter collaborare al New York World di Joseph Pulitzer. Le viene proposto di scrivere un articolo sulle condizioni in un manicomio femminile, il Women’s Lunatic Asylum, presso Blackwell’s Island. Elizabeth accetta di fingersi pazza. Prende alloggio in una pensione e inizia ad attirare l’attenzione con grida e discorsi confusi. Le viene fatta una diagnosi di pazzia e rimane 10 giorni ricoverata in manicomio, scoprendo le terribili condizioni dello stesso: cibo scadente (brodo di farinata, carne marcia e pane secco), acqua imbevibile, bagni freddi, scarsa igiene, maltrattamenti ( botte, legacci, minacce)…Scopre che insieme a donne effettivamente affette da patologie psichiatriche sono ricoverate forzatamente emigrate povere e donne ripudiate dalla famiglia. Quando l’inchiesta arriva alla stampa scoppia uno scandalo, tanto che l’istituto viene messo sotto inchiesta e vengono migliorate le condizioni delle ricoverate.

Da questo momento inizia l’attività di reporter, agendo in incognita, occupandosi di sfruttamento delle operaie, del destino dei bambini non desiderati, delle condizioni delle domestiche, della vita negli istituti di carità.

Decisa a rivivere “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne, parte da New York nel 1889 e viaggia da sola. Riesce a realizzare il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore e 11 minuti.

Nel 1895, a 30 anni, sposa Robert Seaman, che ha 40 anni più di lei e per un po’ si allontana dal giornalismo, seguendo l’attività del marito. Rimasta vedova e in difficoltà economiche parte per l’Europa nel 1914 e scrive come corrispondente di guerra per “The evening journal”. Aiuta in questo periodo vedove e orfani di guerra. Tornata in America si occupa di cronaca e segue il movimento delle suffragette.

Muore nel 1922, a 57 anni, per una polmonite.

Ha detto di sé: “ Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò.”

Nel suo campo è stata una pioniera e ha avviato un nuovo tipo di giornalismo investigativo.

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2 pensieri su “Donne da ricordare…

  1. Bell’articolo sulla vita di una donna coraggiosa ed esemplare, forte sicuramente. Lo condivido volentieri sul mio profilo, in onore a noi donne. Buon Anno Nuovo.

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