Arte al femminile (206)

La pittura italiana dell’Ottocento si caratterizza per la varietà di tematiche e stili. Si passa dal Neoclassicismo alle varie sfumature del Romanticismo e del Realismo. La pittura del paesaggio è espressione delle scuole regionali- dai lombardi ai macchiaioli ai pittori meridionali- sino ad arrivare al Divisionismo e Simbolismo di fine secolo. Tale varietà si collega alla realtà di una nazione che si va via via aggregando, nella complessità di differenze difficilmente amalgamabili. La pittura italiana del XIX° secolo appare, da Nord a Sud, un mosaico di movimenti, gruppi, scuole, ricche di sperimentalismi autonomi, in rapporto con la società, la letteratura e la politica del tempo. Per tanto tempo tale pittura è stata considerata minore, rispetto ad altre realtà europee. La pittura al femminile si colloca all’interno di questa varietà.

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Lia Ambrosoli nasce a Milano nel 1888. Frequenta l’Accademia di Brera, allieva prima di Ferdinando Brembilla poi di Ambrogio Alciati (impressionista), che influenza il suo stile. Debutta a Milano, alla Famiglia Artistica nel 1906, poi partecipa all’esposizione della Permanente. Nel 1914 espone alla Biennale di Brera la sua opera Spasimo. La consacrazione arriva con la presenza alla Biennale veneziana del 1920 con Senza peccato. Da questo momento partecipa regolarmente a quasi tutte le esposizioni nazionali e internazionali. Attiva tanto nella vita artistica milanese che in quella varesina, è assidua frequentatrice delle mostre organizzate dal Circolo degli Artisti insieme ai maggiori artisti varesini del tempo. Muore a Varese nel 1951.

Suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private del Varesotto e del milanese, tra cui la Quadreria dei Benefattori dell’Ospedale Maggiore di Milano, la Galleria d’Arte Moderna di Milano e il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese.

Modesta e valorosa, studiosa del vero e del bello, ha percorso una rapida carriera, realizzando le lusinghiere promesse degli esordi.

Toni sfumati e liquidi contraddistinguono il suo stile. I soggetti dei suoi quadri sono allegorie, ritratti e nature morte.

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