Arte al femminile (195)

Nei primi anni della Belle Époque (periodo storico, artistico, culturale che va dall’ultimo ventennio dell’800 all’inizio della prima guerra mondiale) si assiste al trionfo del capitalismo e alla nascita dell’industrializzazione, ma qualcuno inizia già a pensare che «la vera vita è altrove». Qualcuno descrive le città sovrappopolate, il miasma dell’industrializzazione, l’ingiustizia della dominazione coloniale. Qualcuno invece volge lo sguardo verso una scienza nuova, l’etnologia, che studia le società tradizionali. Un’artista unisce due passioni: quella per l’etnologia e quella per la pittura.

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Estella Canziani nasce a Londra nel 1887: è figlia della pittrice Louisa Starr (v.n.194) e di Enrico Canziani, un ingegnere civile italiano. Si forma come artista studiando prima presso la scuola Copernico di Kensington, realizzando ritratti, paesaggi, acquarelli a carattere scientifico, poi presso la Royal Academy di Londra. Espone a Londra, Liverpool, Milano, Venezia e in Francia. Viaggia molto per tutta l’Europa, in particolare in Italia. Per l’Italia ha un amore particolare e molti suoi dipinti documentano lo stile di vita e l’abbigliamento delle popolazioni locali che vivono in paesi remoti del nord Italia. All’inizio del ‘900 parte alla scoperta delle Alpi, addentrandosi nelle valli più nascoste, osservando e dipingendo tutto ciò che vede con minuzia e precisione: cime e foreste, paesi e giardini, ma soprattutto i montanari. Li rappresenta nel contesto quotidiano, in casa, in chiesa, nei campi catturando il colore dei costumi e l’umile semplicità del lavori domestici. Il padre, appassionato di oggetti tradizionali, la incoraggia come studiosa di folklore e la sostiene, sino a finanziare collaboratori incaricati di aiutarla, raccogliendo dati e traducendo opere scientifiche. “Quando io e mio padre venimmo per la prima volta in Savoia era il 1905, io mi misi a interrogare alacremente la gente sulle loro abitudini, sui loro costumi, più per una forma di divertimento che altro, senza minimamente prevedere che un giorno avrei pubblicato quelle informazioni che stavo raccogliendo. Ma nei due anni che seguirono, rimasi colpita dalla rapidità con la quale alcune zone della Savoia stavano modernizzandosi, sebbene in località più arretrate persistesse ancora la credenza nelle fate e la popolazione fosse ancora ben lontana dall’essere contaminata dalla così detta civilizzazione». Nel 1913 inizia l’esplorazione dell’Abruzzo, che illustra nei minimi particolari nel libro “Attraverso gli Appennini e le Terre degli Abruzzi”, pubblicato a Londra nel 1928. Lavora come illustratrice di libri. Pubblica libri di viaggi, sulle tradizioni locali e un’autobiografia. Muore a Londra nel 1964.

Gran parte dei suoi dipinti si conservano nel Museo di Birmingham.

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