Arte al femminile (183)

L’impressionismo (corrente artistica nata in Francia) è come una cometa che attraversa la storia dell’arte, rivoluzionando la tecnica pittorica. Dura circa vent’anni: ufficialmente dal 1860 al 1880. Esso lascia un’eredità che condiziona tutte le esperienze pittoriche successive. Cerca di riprodurre la sensazione ottica con la maggior fedeltà possibile. La sua specificità sta nell’uso del colore e della luce. L’occhio umano percepisce inizialmente la luce e i colori, dopo di che, attraverso la capacità di elaborazione cerebrale, distingue le forme e lo spazio in cui sono collocate. L’intento degli impressionisti è dare alle loro tele la stessa intensità visiva che si ottiene dalla percezione diretta della realtà.

Adottano alcune strategie, quali ad esempio:

utilizzano solo colori puri;

non diluiscono i colori per realizzare il chiaro-scuro, che nelle loro tele è del tutto assente;

per esaltare la sensazione luminosa accostano colori complementari

anche le ombre sono colorate

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Marie Bracquemond insieme a Berthe Morisot (v. n.12) e Mary Cassat (v.n.13) viene definita una delle “tre gran dame dell’impressionismo” francese. Il fatto che il suo nome sia poco conosciuto è dovuto all’invadenza del marito pittore, Felix Bracquemond, che monopolizza e controlla il suo lavoro.

Marie Anne Caroline Quivoron nasce nel 1840 ad Argenton-en Landunvez, in Bretagna, da un capitano di mare e da Aline Hyacinthe Marie Pasqiou. Il matrimonio dei genitori è combinato e infelice. La madre, risposatasi rapidamente dopo essere rimasta vedova, conduce un’esistenza instabile e inquieta passando dalla Bretagna al Giura, vive in Svizzera, poi nel Limousin e infine si stabilisce a Etampes, a sud di Parigi. Dal secondo matrimonio nasce un’altra figlia, Louise. Marie prende lezioni di pittura sotto la guida di August Vassort, un vecchio pittore, esperto in restauri. Progredisce a tal punto che nel 1857, a 17 anni, presenta al Salon un dipinto che ritrae la madre e la sorella. Viene notata dal pittore Ingres che l’accetta come allieva, ma Marie dice: “La gravità di Monsieur Ingres mi faceva paura … perché dubitava del coraggio e della perseveranza di una donna nel campo della pittura … Avrebbe assegnato loro solo la pittura di fiori, di frutta, di nature morte, ritratti e scene di genere.”

Lasciato lo studio di Ingres si cimenta nella libera professione e riceve parecchie commissioni per i suoi lavori. L’imperatrice Eugenia le commissiona un dipinto e successivamente il conte di Nieuwekerke, direttore generale dei musei francesi, l’incarica di fare copie di opere importanti del Louvre. Mentre lavora al Louvre viene notata da Felix Bracquemond, che se ne innamora. Si sposa nel 1869, nonostante l’opposizione di sua madre. Nel 1870 ha un figlio, Pierre. La nascita del figlio e la scarsità di assistenza medica durante la guerra franco-prussiana di quell’anno deteriorano la salute di Marie. Lavora con il marito nell’atelier parigino Haviland de Limoges. Progetta disegni per servizi da tavola e pannelli di piastrelle raffiguranti le Muse, presentati all’Esposizione Universale del 1878. Si dedica anche all’incisione e nove sue incisioni vengono esposte alla seconda mostra della Società di Pittori e Incisori alla Galleria Durand-Ruel nel 1890. Tra il 1887 e il 1890, sotto l’influenza degli impressionisti, il suo stile cambia. Le sue tele diventano più grandi e i colori più intensi. Inizia a dipingere all’aperto e Monet e Degas diventano i suoi mentori, con contrarietà del marito. Partecipa alle mostre impressioniste. Subisce l’influsso di Gauguin, che le insegna come preparare la tela al fine di raggiungere i toni intensi che desidera. A differenza dei suoi contemporanei impressionisti Marie prepara le sue opere con schizzi e disegni. Usurata dalla contrarietà del marito verso il suo lavoro e dalle sue critiche, Marie abbandona la pittura, fatta eccezione per un paio di lavori privati. Il marito gode di notevole prestigio e fa ombra all’arte della moglie. Giulio Cesare Argan, storico dell’arte dice di lui«…pittore, incisore, ceramista e teorico che, tra l’altro, fu il primo a studiare e diffondere l’arte giapponese come quella che non distingueva tra “concetto” e decorazione, e con la sintesi di segno e colore comunicava, non già i pensieri o le emozioni dell’artista, ma la propria straordinaria perfezione di “stile”…» L’alto concetto di sé impedisce al marito di valutare adeguatamente la moglie.

Marie rimane per tutta la vita strenua sostenitrice dell’impressionismo. Muore a Parigi nel 1916.

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