Arte al femminile (178)

Alla metà del XIX secolo il lavoro di molte artiste è ancora considerato di tipo amatoriale, compreso nell’ambito familiare. Se non è proletaria e quindi destinata a una vita durissima sin dall’infanzia, di privazioni e fatica, nei campi, in fabbrica o a servizio, la donna idealizzata dalla morale ottocentesca rimane l’angelo del focolare, la moglie e madre virtuosa, cui spetta la gestione della casa e l’educazione dei figli. Guadagnare il diritto alla praticabilità di una professione indipendente diventa l’obiettivo di molte lotte della seconda metà dell’Ottocento, cui si lega il problema della parità giuridica, della proprietà individuale, dei diritti civili e di voto, dell’accesso a un’adeguata educazione per le figlie di famiglie disagiate e della possibilità di accedere all’istruzione superiore e universitaria.

Emily Mary Osborne è tra le firmatarie della petizione per l’accesso delle studentesse ai corsi della Royal Academy, dove espone nel 1860 e nel 1861. Nasce a Essex nel 1828, maggiore dei 9 figli del reverendo Edward Osborn e di Mary. Il padre prende il vicariato di West Tilbury nel 1834. La madre incoraggia le tendenze pittoriche della figlia, avendo grande amore per la pittura. Emily adolescente sperimenta l’uso dei colori, con tentativi personali, come lasciare i petali dei fiori in infusione con il vino, nella speranza di carpirne il colore. Nel 1842 la famiglia ritorna a Londra. Emily frequenta i corsi serali presso l’accademia Dickenson di Maddox Street, proseguendo poi gli studi privatamente. Nel 1851, a 17 anni, inizia a esporre i propri lavori. La sua opera Nameless e senza amici ottiene grande successo e La governante, presentata alla Royal Academy del 1860 viene acquistata dalla regina Vittoria. Nel 1868 perde la madre e per due anni non riesce a lavorare. La troviamo con la sorella a curare i feriti della guerra franco-prussiana. Va a Venezia, poi in Algeria. Viaggia in Europa e in Inghilterra. Muore nel 1925 a 97 anni.

La sua è una pittura di genere, attenta alla condizione di donne e bambini nella società vittoriana.

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