Arte al femminile (175)

Gli Stati Uniti nella seconda metà dell”800 offrono il quadro di una società in continua evoluzione, dove anche le donne riescono, seppur con difficoltà, a trovare un piccolo spazio di autonomia.

 Harriet_Hosmer_(1830-1908),_foto_di_Mathew_Brady,_1857.giffa1991a34c6e10f5399bbc8c839bb291.jpg c9hosmer_0.jpg

220px-Engraving_of_Harriet_Hosmer.jpg

Harriet Hosmer nasce nel 1830 a Watertown, Massachusetts, una città sul fiume Charles, figlia del medico Hiram Hosmer e di Sarah Grant. Harriet è l’unica figlia, dei quattro della coppia, a raggiungere l’età adulta. Nella famiglia sia i fratelli che la madre muoiono di tubercolosi. Il padre, rimasto solo con una bambina di 5 anni, si convince che una vita all’aria aperta, senza vincoli, sia indispensabile per lei. Harriet, Hatty per tutti, cresce così indipendente e selvaggia, tanto che le famiglie del quartiere in cui vive sono restie a lasciar giocare con lei i loro bambini. I suoi misfatti e i suoi scherzi sono leggendari nella piccola comunità sulle rive del fiume Charles. Divenuta adolescente viene espulsa da parecchie scuole. Il padre le fornisce una pistola, un cavallo, un cane, un calessino. Hatty passa quasi tutto il tempo fuori casa, riempiendo la camera di creature selvatiche che uccide e fa impagliare. Il padre le fa seguire un corso di preparazione fisica per cui diventa esperta in canottaggio e pattinaggio. Viaggia da sola nel deserto della parte occidentale degli Stati Uniti e visita gli indiani Dakota. Dopo aver frequentato per tre anni una scuola per ragazze a Lenox, si appassiona alla modellazione e alla scultura. Grazie all’interessamento di un amico di famiglia frequenta un corso di anatomia al Missouri Medical College. Studia poi a Boston e poi si dedica alla scultura a casa, sino a quando, negli anni 1853-1860, si reca a Roma con il padre e l’amica Charlotte Cushman. A Roma frequenta un gruppo di artisti e scrittori di talento. Fa anche tappe a Firenze, ospite di Elizabeth Barrett. Tornata in patria, progetta macchinari e nuovi processi per la lavorazione del marmo. Si trasferisce a Chicago e poi a Terre Haute, nell’Indiana.

Muore nel 1908 a Watertown.

Viene ricordata come la prima donna americana ad avere reputazione internazionale nella scultura.Il carattere tempestoso trova un interessante contrasto nella linearità e classicità dei suoi lavori.

Beatrice_Cenci_Front_by_Hosmer.jpg

BzgyjpJIcAAp-3_.jpg H0027-L04025312.jpg H046-L00229850.jpg

Annunci

2 pensieri su “Arte al femminile (175)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...