Arte al femminile (170)

Nella cultura del Risorgimento italiano le arti hanno un ruolo fondamentale nel comunicarne i valori all’opinione pubblica, basta pensare alle opere di Verdi, ai romanzi di Manzoni e Nievo, alle liriche di Foscolo, Giusti, Carducci. Non minore importanza ha la pittura storica, insieme con la scultura monumentale. Molto interessanti i quadri del periodo.

L’arte mostra il mondo femminile in una prospettiva romantica: sono fidanzate, mogli e figlie che attendono il ritorno del soldato secondo un luogo comune antico e radicato. Cuciono coccarde, guidano rivolte, incitano i compagni. La categoria delle “compagne e delle “mogli” offre un’importante galleria di volti di donne. A dominarla è la figura di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, Anita Garibaldi. Dal Brasile parte per seguire le gesta di Garibaldi e muore nelle valli di Comacchio nel 1849, devastata dalla fatica della fuga dalla macerie della Repubblica romana.

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Anita Garibaldi

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Ci sono donne che lottano in prima persona, come la generosa infermiera Rosalia, sbarcata con i Mille a Marsala. Rose Montmasson, moglie di Francesco Crispi segue l’avventura dei Mille. Muore povera e sola, abbandonata da un marito assorbito dall’ascesa politica.Rose Montmasson.jpg

Colomba Antonietti viene uccisa da un proiettile, mentre difende la Repubblica Romana. Figlia di un fornaio dell’Umbria, combatte a fianco del marito, Luigi Porzi, che per il dolore di averla persa non si risposerà più

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Luisa Battistotti Sassi combatte, armi in pugno, durante le Cinque Giornate di Milano.

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Giuseppa Bolognara Calcagno, Peppa la cannoniera, trovatella siciliana, serva, stalliera, scende per strada a combattere i Borboni.

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Enrichetta di Lorenzo, colta e curiosa, affianca le imprese del compagno Carlo Pisacane. Numerose e purtroppo per lo più ignote le donne d’azione. Preziose sono anche le donne, che, sfruttando la propria posizione sociale, ospitano nei loro palazzi e nei loro salotti i sostenitori delle rivolte, come Cristina Trivulzio di Belgiojoso, costretta più volte alla fuga e all’esilio, per non essere arrestata.

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Antonietta De Pace di Gallipoli, ricca e fortunata, sceglie di studiare diritto per difendere meglio i contadini del Salentino. Subisce persecuzioni e prigionia e ha l’onore di entrare a Napoli a fianco di Garibaldi.

Giuditta Tavani Arquati viene uccisa, insieme ad altre 8 persone, mentre prepara un’insurrezione contro il governo pontificio nel 1867.

Tante tante le donne di cui rimangono labili ricordi e qualche isolata pubblicazione.

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