Arte al femminile (167)

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Orsola Faccioli nasce a Vicenza il 23 agosto 1823, ultima di sette fratelli, da Gaetano Faccioli e Maddalena Lupieri. La famiglia vive in una contrà vicina al bellissimo Teatro Olimpico. La vita familiare è contrassegnata da duri sacrifici e dalle morti premature dei figli, che si susseguono con drammatica regolarità, fino alla perdita dell’ultimo figlio Giovanni, appena tredicenne. Con Orsola solo le sorelle Caterina e Benedetta avranno vita longeva. Pare che Orsola abbia dimostrato sin da bambina particolare predisposizione e amore per l’arte, ricevendo in famiglia i primi rudimenti del disegno e dell’uso del pennello. Il cugino Pietro Leonardo Giovanni Lupieri, pittore e “fabbricatore di gesso”, le impartisce probabilmente lezioni di pittura. Orsola completa la propria formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, città nella quale rimane sino al matrimonio nel 1848 (a 25 anni) con il pittore siciliano Antonio Licata. Trasferitasi a Napoli, ritorna a Vicenza molto di rado, per i numerosi impegni familiari e lavorativi. Nominata nel 1867 insegnante di disegno presso due Istituti privati napoletani degli Educandati Femminili, si occupa con dedizione dei quattro figli: Augusto, Giovanni, Giustina, Gaetano. 1pc_bolle.jpg

Precedentemente, nel 1856, aveva partecipato assieme al marito alla Biennale borbonica, iniziando a impegnarsi per Esposizioni sia locali che internazionali, che le daranno fama e commissioni. La sua partecipazione alle mostre si protrarrà sino al 1885. Negli anni successivi si susseguiranno gravi lutti: la morte del figlio Giovanni (scienziato ed esploratore) nel 1886 in Etiopia e la perdita della sorella Elisabetta nel 1887. Nello stesso anno viene invitata dal Presidente della Commissione delle Cose Patrie della Regia Città di Vicenza a vedere il dipinto risorgimentale da lei stessa donato alla Pinacoteca di Palazzo Chiericati. Ritorna a Vicenza anche nel 1890, dipingendo una veduta della città che lascia all’amico garibaldino Giurolo. Rimasta vedova nel 1892, vive gli ultimi anni nell’assoluto ritiro dalla scena artistica, accudita dal figlio Gaetano, unico rimastole. Muore a Napoli nel 1908 a 85 anni.

“Ha seguito in tutte le sue fasi lo sviluppo preso dall’arte in questi ultimi tempi, ed oggi i suoi quadri di paese e prospettiva, oltre il gusto del soggetto piacciono pel tono robusto e pel tocco sicuro” scriveva di lei un critico contemporaneo.

Era considerata fra le buone pittrici del suo tempo. Tra le sue tele di maggior importanza si ricordano: “Interno della scala del Palazzo Reale“, “La Villa Nazionale durante il Concerto musicale”,Interno della cappella dell’ lmmacolata” (nella chiesa dell’Ascensione in Chiari), “Interno della chiesa di San Marcellino” ( proprietà del Municipio di Napoli), “Il coro dei Cappuccini a Roma” (nella Pinacoteca di Capodimonte), “Veduta della Piazza dell’Isola” (nella Pinacoteca di Vicenza) “Veduta di San Marcellino”;Veduta di Capodimonte”; “Isola di San Giorgio a Venezia”; “Piazza Navona a Roma”.

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