Arte al femminile (155)

“In questi luoghi bisogna assolutamente diventare artisti“: così diceva Johann Wolfgang von Goethe riferendosi all’Italia. Il “viaggio in Italia” è per secoli una costante nella vita artistica di letterati e pittori. Molti di loro vi rimangono per anni, altri scelgono la penisola come seconda patria. Il fascino della sua storia, la luce brillante dei suoi cieli, i paesaggi multiformi, la natura varia e ancora selvaggia, la vita agreste sono motivi che generazioni di pittori cercano di immortalare con un olio, un acquerello, un dipinto, un cartone, uno schizzo. Per alcuni pittori stranieri dell’Ottocento ritrarre l’Italia vuol dire anche inseguire un ideale di bellezza senza tempo, come accade ad Anselm Feuerbach (pittore tedesco, importante esponente della pittura neoclassica), che lo trova nel volto della modella romana Anna Risi, da lui ritratta più volte. La bellezza delle donne ciociare affascina molti artisti e Rodin (scultore e pittore francese) le ritiene le migliori modelle del mondo.

Corpi pieni e scattanti, movenze eleganti, volti intensi e una non comune capacità di svelarsi all’artista. Così una piccola zona dell’Italia centrale fornì all’Europa artistica i migliori soggetti artistici per pittori. Non era un caso: era la statuarietà dei corpi di questa gente, l’acutezza dello sguardo, la carnagione ambrata, la pelle levigata. Una bellezza intensa, territoriale.

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Anna “Nanna” Risi rappresenta l’antitesi delle modelle preraffaellite (v.post precedenti): bellezza bruna imponente, dal volto severo ed elegante, con grandi occhi scuri dallo sguardo enigmatico, viene scoperta dal pittore inglese Frederic Leighton durante la sua permanenza a Roma nel 1858. Egli la ritrae in quattro dipinti e la fa entrare nel mondo degli artisti del tempo come ricercata modella. Anna, moglie di un ciabattino di Trastevere, diventa musa ispiratrice, modella e poi amante del pittore tedesco Anselm Feuerbach, per il quale lascia marito e figli. Comincia per lei un periodo di vita agiata e di splendore artistico che dura cinque anni. In lei il pittore trova la personificazione dei suoi ideali di bellezza. La ritrae in mille modi, affidandole di volta in volta ruoli sacri o profani, alternando idealizzazione e sensualità quasi erotica. Per la sua modella disegna abiti e gioielli, che sarti e orefici realizzano fedelmente. Anna però è infedele e ha una storia con un giovane modello, abbandonando il Feuerbach: quando, pentita, tenta di riconciliarsi con il pittore, viene da questi respinta. Si narra che, abbandonata da tutti, diventi povera e sola e che il Feuerbach, avendola notata un giorno a chiedere l’elemosina per strada, l’abbia volutamente ignorata e sia passato oltre, senza fermarsi.

Di lei restano le tele che la ritraggono e da cui ci guarda con occhi malinconici.

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