Arte al femminile (152)

Marie Spartali Stillman nasce a Londra nel 1844, figlia minore di Michal Spartali, ricco mercante e console greco e di Euphrosyne Varsami, di origini genovesi. Nella casa di campagna di Clapham la famiglia si circonda di un grande e variegato gruppo cosmopolita di artisti, musicisti ed esiliati soprattutto di origini greche e italiane. Marie cresce in un clima di cultura internazionale. Lei e le cugine Maria Zambaco (v.n.151) e Aglalia Coronio vengono chiamate dai conoscenti “le tre grazie”, perché molto belle e di origine greca.

“Lei è così bella che voglio sedermi e piangere” dice un suo ammiratore.

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Marie studia dal 1864 e per alcuni anni presso il laboratorio di Ford Madox Brown, importante pittore. Posa per lui e per altri artisti. Inizia a esporre i propri dipinti nel 1867 (a 23 anni), con figure soprattutto femminili. Nel 1871 (a 27 anni) sposa, contro il parere dei genitori, il giornalista, diplomatico, pittore e fotografo statunitense William James Stillman, diventando la sua seconda moglie (la prima si era suicidata due anni prima!). Segue il marito nei viaggi che questi fa come corrispondente estero: Londra e Firenze negli anni 1878-1883, Roma dal 1889 al 1896. Si reca spesso anche in America. Dal matrimonio nascono due figli che diventeranno entrambi artisti di valore.

Marie muore a Londra nel 1927, a 83 anni, mantenendo quasi intatta la propria bellezza sino alla fine.

Svolge attività di pittrice per oltre sessant’anni, esponendo regolarmente le proprie opere in gallerie inglesi e americane: la Dudley Gallery, la Grosvenor Gallery, la New Gallery, la Royal Academy… I soggetti dei suoi quadri (oltre 170 lavori di sicura attribuzione) sono quelli tipici dei preraffaelliti: figure femminili, paesaggi italiani, scene di Shakespeare, Petrarca, Boccaccio e soprattutto Dante.

La straordinaria bellezza di Marie affascina gli artisti preraffaelliti fin da quando la vedono durante una festa in giardino nei primi anni ’60. Il pittore Dante Gabriel Rossetti dice però che la sua bellezza è difficile da catturare e che la sua testa “è la più difficile che abbia mai disegnato. Dipende tanto dalla forma reale quanto dal sottile fascino di vita che riesce a creare”.

Dagli autoritratti si ha l’impressione di una donna sicura di sé, della propria bellezza e del proprio talento.

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