Ricordi come perle di legno…

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Il rumore delle perle di legno

Le perle di legno sono quelle che si usavano una volta per le tende delle porte dei negozi: facevano passare l’aria impedendo la vista dell’interno e tintinnavano avvisando dell’arrivo di un cliente. Sono come perle di legno i ricordi che s’intrecciano in questo racconto: “I ricordi, usciti dalle loro scatole, dilagano nel cuore e prendono possesso della mente.”

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La voce narrante è quella della protagonista che, guardando il cortile della casa di Padova, rivive vicende del proprio passato, in un arco di tempo che va dal 1945 ai giorni nostri. Ritorna così il periodo della guerra con i bombardamenti, i tedeschi in città, le acrobazie della mamma per portare a casa cibo dalla campagna, il nonno che la tiene vicina chiacchierando al buio, durante l’ultimo bombardamento. Ci sono i riferimenti al genocidio del popolo armeno attraverso le parole del nonno paterno, testimone degli orrori vissuti dal suo popolo: “Non erano più uomini forti e donne gentili (…), erano i resti di un immenso naufragio”.

C’è soprattutto il difficile rapporto con la madre Vittoria, bellissima, volitiva, lunatica, sempre al centro dell’attenzione di tutti, che la fa sentire poco amata e inadeguata. “Ho capito che era una persona che non era riuscita a fiorire del tutto, come fosse rimasta (…) un po’ sospesa, e in questa luce l’ho sentita più vicina”. Ci sono infine le esperienze adolescenziali, l’incontro con l’amore, i viaggi, la scoperta dei libri e del loro potere…

Il racconto ci porta in una realtà profondamente umana, in un mondo un po’ perduto, con i momenti quotidiani, i grandi e piccoli eventi, le gioie e i dolori che fanno parte della vita. Lo stile è sobrio, a volte ironico, di piacevole lettura. Le storie per la scrittrice sono “porte sempre aperte verso il quotidiano degli altri, con colori infiniti e trame sempre uguali”.

ANTONIA ARSLAN nasce a Padova nel 1938. Si laurea in archeologia e diventa docente di Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Ha scritto saggi sulla narrativa popolare e sulla letteratura femminile. Di origini armene, ha tradotto le raccolte di poesie del grande poeta armeno Daniel Varujan. Ha curato un libro divulgativo sul genocidio armeno e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiatisi in Italia. Nel 2004 esce il suo primo romanzo, La masseria delle allodole, che ottiene grande successo e diventa un film con la regia dei fratelli Taviani. Nel 2009 pubblica La strada di Smirne. Nel 2015 esce Il rumore delle perle di legno.

 

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