Complessità delle relazioni umane…

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La porta : c’è una porta che nessuno può aprire ed è quella dell’appartamento in cui vive da anni Emerenc Szeredàs, portinaia in un microcosmo di cui è “regina” incontrastata, presente alle esigenze di tutti, efficiente, gran lavoratrice. Ormai anziana manifesta un’energia prodigiosa, nascondendo a tutti le tracce di una vitta sofferta ed esigendo solo profondo rispetto. Diventa donna delle pulizie di una scrittrice, Magda, con cui intesse un rapporto conflittuale, ma di profondo affetto, che dura vent’anni. È la scrittrice la voce narrante, che va avanti e indietro nel tempo, recuperando sprazzi del passato di Emerenc, intrecciati alle tumultuose vicende del paese, l’Ungheria. Il rapporto tra Emerenc e Magda è complicato, perché l’anziana donna ha una propria dignità che difende gelosamente. Emerenc scompare e riappare, ma al momento buono sa esserci, conosce la compassione. Magda questo non sempre lo sa fare: “Oggi, mentre scrivo a macchina queste righe, sento che in quel momento, decisi il suo destino perché dentro di me l’abbandonai. Smisi di tenerle la mano”. Emerenc non accetta le ipocrisie, i rituali e mette la scrittrice di fronte a se stessa e alle sue contraddizioni. A un certo punto la donna non si fa più vedere, per nascondere la propria malattia. La scrittrice la salva, ma capisce che ogni persona “non ha bisogno di una vita qualunque. Emerenc ha bisogno della sua vita.” E quando questo non è più possibile…

Uno splendido romanzo che fa riflettere su cosa significhi comprendere veramente l’altro e su come affrontare la vita superando le apparenze e le banalità. Simpaticissima la figura di Viola, un cane randagio raccolto da Magda, che ha una profonda venerazione per Emerenc, intuendone sensazioni e stati d’animo meglio degli umani…

Magda Szabó nasce nel 1917 a Debrecen nell’Ungheria orientale. Termina gli studi di ungherese e latino nel 1940, all’Università di Debrecen e inizia a insegnare prima nella città natale e poi nel liceo protestante per ragazze di Hódmezővásárhely. Dal 1945 lavora per il Ministero della Religione e dell’Educazione fino al suo licenziamento nel 1949, in seguito all’insediamento del regime comunista. Per il nuovo regime avrebbe dovuto occuparsi maggiormente della vita dei contadini e degli operai. Quello stesso anno le ritirano anche il premio Baumgarten, appena assegnato. Nel 1947 sposa lo scrittore Tibor Szobotka (1913-1982). È in quest’epoca che scrive le sue prime raccolte di poemi Angelo e Verso l’uomo. I suoi primi libri vengono pubblicati subito dopo la seconda guerra mondiale. Poi segue, per motivi politici, un lungo silenzio letterario, rotto solo verso la fine degli anni cinquanta quando inizia ad avere successo e a ricevere numerosi premi letterari. Nel 1959 grazie al sostegno di Hermann Hesse, viene pubblicato in Germania Affresco. Il suo romanzo La porta (1987) ottiene il Premio Betz Corporation (Stati Uniti) nel 1993 e il Prix Femina nel 2003. Nel 2007 riceve il premio per il miglior romanzo europeo per Via Katalin. Muore lo stesso anno a Kerepes, cittadina vicina a Budapest. Il primo volume della sua autobiografia Per Elisa è apparso in Ungheria nel 2002.

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