Arte al femminile (145)

Nella complessa genealogia dei Bonaparte si annovera anche un’artista donna, morta giovanissima. Si tratta di Charlotte Bonaparte.

note_3241_image-1.jpg Autoportrait_Charlotte Bonaparte (1834).jpg tumblr_nebjq5kIhM1trbbtoo1_400.jpg Jacques-Louis_David_-_The_Sisters_Zénaïde_and_Charlotte_Bonaparte_-_Google_Art_Project-1.jpg

Charlotte nasce a Parigi nel 1802, figlia di Giuseppe Bonaparte (fratello maggiore del più celebre Napoleone I) e di Julie Clary. Sua madre, figlia di un commerciante di seta di Marsiglia, è sorella di Désirée Clary, primo amore di Napoleone. Il primo periodo della sua vita trascorre tranquillo: la madre vive con le due figlie, Charlotte e Zenaide, nella residenza di Morteforteine (in Piccardia), mentre il marito persegue la carriera politica. La ragazza studia incisione e litografia a Parigi. Napoleone affida nel 1808 al padre di Charlotte la corona di Spagna e Charlotte ottiene il titolo di Infanta di Spagna, che conserva sino al 1813, rimanendo comunque lontana dalla corte spagnola. Dopo la deposizione del padre nel 1813, in seguito all’intervento delle truppe inglesi e a una rivolta popolare, Charlotte conduce una vita errante, tra Francoforte e Bruxelles, l’America, l’Inghilterra e l’Italia. Nel 1816 prende lezioni di disegno, musica e lingue in Germania: qui realizza panoramiche di Francoforte. A Bruxelles diventa per un periodo allieva di David. La madre fissa la propria dimora a Firenze, presso il palazzo Serristori. Il padre (poco fedele alla moglie, avendo altri figli da amanti più o meno ufficiali) acquista in America una tenuta sul fiume Delaware, vicino a Bordentown, nel New Jersey. La casa, lussuosamente arredata e con un’impressionante collezione di libri rari, è piena di dipinti e sculture di artisti celebri. Nel 1821 (a 19 anni) Charlotte s’imbarca ad Anversa sulla Ruth & Mary, un veliero che ha per destinazione gli Stati Uniti: sua intenzione è raggiungere il padre. La traversata è lunga e terribile, perché l’oceano è sconvolto da una tempesta. La giovane, rinchiusa nella sua cabina, soffoca la paura disegnando. Vive nella casa del padre negli anni 1821-1824, lasciando immagini dei paesaggi del New Jersey, alcuni dei quali inseriti in testi sugli aspetti pittoreschi dell’America. Si dedica anche ai ritratti ed espone presso la Pennsylvania Academy of Fine Arts. Nel Nuovo Mondo la principessa viaggia moltissimo, “fotografando” sui suoi taccuini i paesaggi che più la affascinano.

Dal 1824 Charlotte è nuovamente in Europa. Firenze e soprattutto Roma sono le sue mete preferite. Sposa nel 1826,con qualche titubanza, il cugino Napoleone Luigi, secondo figlio di Luigi Bonaparte e di Hortense de Beauharnais. La coppia si stabilisce a Firenze e dà vita a un salotto frequentato da artisti, intellettuali e nobili in esilio. Nel 1831 Napoleone Luigi aderisce insieme al fratello (il futuro Napoleone III) ai moti insurrezionali di Romagna. Nonostante l’entusiasmo dei partecipanti, l’iniziativa fallisce miseramente. Il giovane si ammala di rosolia e muore di lì a poco. Charlotte è sconvolta. Cade in una profonda depressione. Per fortuna c’è l’arte che le dà una mano. “Quando disegno o dipingo, nulla più mi affligge” scrive alla madre. Le vengono attribuite alcune avventure galanti e un’importante relazione (pare) con il conte polacco Potocki. Tornata a Roma per un periodo, decide all’improvviso di mettersi in viaggio, per tornare in Francia. Salpa da Civitavecchia diretta a Nizza, ma quasi subito si sente male ed è costretta a fermarsi a Livorno. Cerca di ripartire verso Genova in quello stato, ma si ferma a Lucca con una forte emorragia. Non vuole arrendersi e riparte per la terza volta, per fermarsi subito a Sarzana a causa del protrarsi dei dolori. Qui Charlotte risiede alla Locanda della Posta, oggi palazzo Neri e viene curata da due medici sarzanesi e assistita da un’ostetrica del luogo, perché rivela di essere in stato di avanzata gravidanza. Il cugino Felice Bacciocchi, prontamente accorso, fa chiamare d’urgenza l’illustre ginecologo pisano Regnoli, che pratica un taglio cesareo. Viene alla luce un bimbo morto. Poche ore dopo muore anche Charlotte in seguito all’intervento, senza avere svelato il nome di chi l’avrebbe resa madre. I suoi resti sono trasportati a Firenze, dove viene sepolta nella basilica di Santa Croce, e dove, l’anno successivo, Lorenzo Bartolini scolpisce il monumento funebre in suo onore.

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Una “donna di molto spirito” (così come l’ha definita Giacomo Leopardi) Charlotte ha fatto dell’arte il filo conduttore della sua esistenza, il mezzo tramite cui esprimersi e attraverso il quale recuperare la vivacità culturale del luogo di residenza.

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