Destino di “itinerante”…

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La collezionista di storie: le storie cui si riferisce il titolo sono quelle che inventa Nidali, la protagonista. Sono storie che compone per la scuola, per compiacere Baba, il padre, storie di vita di chi le è caro, storie sentite e ricordate, che le fanno compagnia nella sua vicenda di esiliata. Le storie e le parole sono per Nidali importantissime: le servono a fissare ciò che deve abbandonare nel suo destino di “itinerante”. Il romanzo è in prima persona ed è Nidali a raccontare di sé: è palestinese, egiziana e greca per via delle origini familiari. Nata in America, a Boston, cresce in Kuwait, da dove deve fuggire con la famiglia, quando Saddam dichiara guerra al paese. Dopo un periodo di permanenza ad Alessandria, i genitori decidono di fare ritorno in America in cerca di fortuna. Ogni volta Nidali deve integrarsi in nuove culture, in nuove case, in nuove scuole, in nuovi gruppi di coetanei e ogni volta deve affermare e difendere la propria identità. Vuole diventare scrittrice e decide alla fine di staccarsi dalla famiglia per realizzare il suo sogno.

Attorno a lei ruotano tanti personaggi: la simpatica mamma aspirante pianista, il padre architetto un po’ troppo manesco, il fratellino Gamal, gli amici (islamici e cristiani, curdi e giapponesi, irlandesi, americani), il primo amore Fakhr, i parenti lontani…

Il racconto è piacevole, con spunti divertenti. Affronta questioni importanti senza cadere in facili sentimentalismi.

Randa Jarrar nasce a Chicago nel 1978 da padre palestinese e madre greco-egiziana. Si trasferisce presto con la famiglia in Kuwait, dove frequenta le scuole di base. Nel 1990, dopo l’invasione irachena, fugge con la famiglia in Egitto e da qui riparte per gli Stati Uniti nel 1991. Si laurea in Studi mediorientali. Traduce testi dall’arabo, cura un blog e ha già pubblicato vari racconti. Vive ad Austin, in Texas, con il compagno e il figlio. “La collezionista di storie” è il suo primo romanzo e ha vinto l’Arab American Book Award.

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