Arte al femminile (144)

Dall’Ottocento in poi, la presenza delle donne nell’arte diventa più consistente, preludio alle grandi personalità del Novecento. Infatti, è solo in seguito alla lenta emancipazione sociale e alla conquista dei diritti civili, che si può parlare di una vera e propria libertà creativa svincolata da ogni condizionamento sociale e culturale.

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Christina Robertson o Christina Saunders è un’artista scozzese, diventata pittrice di corte in Russia nella prima metà del XIX° secolo. Anche se non si trova nei libri di storia dell’arte, ai suoi tempi è stata una delle più popolari pittrici in Gran Bretagna, Francia e Russia.

Nasce a Kinghorn (Scozia) nel 1796, figlia di un pittore. Pare sia stata iniziata all’arte della pittura da uno zio, George Saunders, miniaturista di successo. La ritroviamo giovanissima a Londra, dove diviene ritrattista di una clientela esigente e aristocratica. Inizialmente sono mecenati scozzesi che le commissionano ritratti in miniatura, poi amplia il proprio mercato e inizia a dipingere a olio e ad acquarello per le classi “alte” londinesi. Nel 1823 (a 27 anni) sposa l’artista James Robertson, da cui ha 8 figli (4 morti in giovanissima età). Espone alla Royal Academy di Londra e a Edimburgo e dal 1828 ha uno studio proprio. Nel 1829 (a 33 anni) diventa la prima donna a essere ammessa come membro onorario alla Royal Scottish Academy. Dal 1830 deve lasciare marito e figli per lavorare all’estero, prima a Parigi poi a San Pietroburgo. Alterna soggiorni all’estero a rientri in famiglia. I suoi ritratti sono spesso utilizzati come base per incisioni per giornali e riviste in voga a quei tempi. Purtroppo molti dipinti fatti in Russia sono andati distrutti durante l’incendio che ha devastato il Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo nel 1837. La troviamo negli anni 1839-1841 presso la corte della zarina Alexandra e al servizio delle principesse Maria, Olga e Alexandra. Nel 1841 viene nominata membro onorario dell’Accademia Imperiale delle Arti. Nel periodo 1847-1854 la sua permanenza in Russia è contrastata dal peggioramento dei rapporti tra Gran Bretagna e Russia (guerra di Crimea): pur apprezzata e accolta con entusiasmo, fa fatica a farsi pagare per i suoi lavori. Muore lontana da casa, a San Pietroburgo, nel 1854 a 55 anni.

Il suo lavoro scompare durante il periodo della rivoluzione russa, ma esposizioni organizzate in Russia e in Scozia alla fine del 1990 hanno contribuito a rinverdire il suo ricordo.

La più grande collezione delle sue opere si trova nel Museo Hermitage di San Pietroburgo.

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