Arte al femminile (143)

Uno dei motivi per cui le donne non appaiono nei libri di storia dell’arte (salvo rare eccezioni) è dovuto anche al fatto che poche si sono cimentate nel lavoro di critico d’arte.Difficile trovare esempi nel settore, ma qualcuno c’è…

Anna Brownell Murphy rimane famosa come storica dell’arte del Rinascimento italiano e come autrice del primo studio sistematico d’iconografia cristiana in lingua inglese.

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Anna Brownell nasce a Dublino nel 1794, prima delle cinque figlie di Denis Brownell Murphy, un artista irlandese specializzato in incisioni miniate. Nel 1798 la famiglia si trasferisce in Inghilterra, sperando in un maggior mercato per le miniature del padre. Anna, come primogenita, ha la fortuna di avere per qualche anno un’istitutrice. Dotata d’intelligenza vivace, di carattere volitivo e di una smodata passione per la lettura, impara facilmente le lingue: parla correttamente il francese, l’italiano, lo spagnolo e, in seguito, studia anche il tedesco. Figlia prediletta del padre, impara da lui l’arte dell’incisione e gode di grande libertà per quei tempi: può girare da sola per Londra e visitare musei e mostre. A 16 anni inizia a lavorare come istitutrice, per aiutare economicamente la famiglia. Nel 1821 (a 27 anni) accompagna un giovane allievo in Italia, scrivendo un diario di ciò che ha visto e ha fatto. Sposa Robert Simpson Jameson, avvocato, ma il matrimonio è infelice. Nel 1829 la coppia si separa senza rimpianti e Anna visita l’Europa continentale con il padre. Osserva e studia le opere d’arte e scrive saggi sulle figure femminili in letteratura. Due opere, Memorie di celebri sovrani femminili (1831) e Caratteristiche delle donne, le fanno guadagnare una buona reputazione come scrittrice. Notevoli i suoi saggi sulle eroine shakespeariane (Characteristics of Shakeaspeare’s women, 1832). Nel 1836 il marito le chiede di raggiungerlo in Canada, per aiutarlo in un progetto di avanzamento di carriera. Anna si mette in viaggio. Sbarca a New York e arriva poi a Toronto, dopo un arduo viaggio di 8 giorni. Le poche giornate trascorse a New York, a contatto con gli ambienti culturali della metropoli, le fanno sentire maggiormente la differenza con l’arrivo solitario a Toronto. “Una piccola città mal costruita su terra bassa, in fondo a una baia gelata…Non mi aspettavo molto, ma a questo non ero preparata…non vedo altro che neve ammucchiata contro la mia finestra…non ho sentito alcun suono, ma solo il tintinnio dei campanelli delle slitte…”. Piuttosto che ricostruire il rapporto con il coniuge preferisce viaggiare in lungo e in largo per il Canada, interessandosi soprattutto alla vita degli indiani qui stanziati. Hanno interesse documentario per il paesaggio e la storia canadesi i suoi Winter studies and summer rambles in Canada (1838).

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Nel febbraio 1838 è di ritorno in Gran Bretagna, dopo aver formalizzato la separazione dal marito. Inizia a studiare accuratamente le collezioni d’arte private presenti a Londra e dintorni, scrivendo presentazioni delle stesse. Nel 1842 pubblica il manuale Gallerie d’arte all’interno e nei pressi di Londra, un testo che ottiene un successo tale che viene ristampato nel 1844. Cura anche le Memorie dei primi pittori italiani, una serie di profili di pittori del Quattrocento italiano, definiti come primitivi. Nel 1847 è in Italia con la nipote Gerardine per raccogliere altro materiale per i suoi studi sull’arte. Scrive opere sull’arte sacra: Poetry of sacred and legendary art (in 4 voll.: Legends of the Saints, 1848; Legends of the monastic orders, 1850; Legends of the Madonna, 1852; The history of our Lord, post., 1864).Si dedica con passione a opere di misericordia e di educazione. Si occupa anche di problemi pedagogici e della posizione femminile nella società (The communion of labours, 1856). Sin dall’inizio della sua attività insiste sull’importanza di una migliore istruzione per le ragazze. Nel 1855 Anna dà lezioni pubbliche sulle opportunità di lavoro per le donne, e durante i suoi ultimi anni agisce come mentore e consigliere di un gruppo di giovani donne, alcune destinate a carriere importanti. Muore a Londra nel 1860 ( a 66 anni).

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