Imprevedibile infanzia…

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Eravamo bambini abbastanza è un romanzo particolare, un noir, ma nello stesso tempo una storia di formazione, che ha come protagonisti sette bambini, costretti a sopravvivere a peregrinazioni e difficoltà di vario genere: Ana, Catardzina, Leonid, Alex, Filip, Dragan e Manuel. Sono bambini rapiti da un adulto misterioso, dalla personalità contorta, chiamato appunto il Raptor, silenzioso e cupo, ma anche rassicurante e carismatico. Manuel uno dei rapiti, è la voce narrante e ci parla delle peregrinazioni in periferie degradate, delle scorribande, dei piccoli furti e delle prove da sopportare per sopravvivere. I bambini a poco a poco diventano tra loro solidali e il legame tra loro è più forte di qualsiasi altra cosa. Le regole di questa comunità rassicurano, proteggono e “contengono”, così che le famiglie diventano un ricordo lontano e la normalità sfugge, sino all’epilogo drammatico.

In questo romanzo vengono capovolti molti luoghi comuni sull’infanzia e questa viene raccontata in tutta la sua serietà, con la capacità di andare alla radice delle cose e capire cos’è il male. Nessuno è innocente.

Una storia tagliente, diretta, sconcertante, molto originale.

 Alla fine Manuel dice: “Sono passati pochi anni dalla fine di tutto, sembra un millennio. Questa storia, quello che abbiamo passato con il Raptor, è lontanissima, come se non ci fosse mai stata, come se fosse capitata a un altro oppure in un’altra dimensione. Durante il giorno me ne ricordo come un sogno. E sto tranquillo: ho dodici anni, una famiglia che ci tiene, vado bene a scuola, tutti mi guardano come uno che si è salvato per miracolo, uno che è tornato da un posto peggiore della morte. Ma certe volte mi sveglio di notte e non riconosco la stanza, corro spaventato nella camera dei miei genitori, li guardo mentre dormono e non capisco che ci faccio qui. In quelle notti per un momento mi viene in mente che la vita vera era quella, la nostra con il Raptor, e che questa – la scuola, i genitori, i regali di compleanno, la piscina – è come un giro in giostra, un esercizio finto che non allena a niente”.

Carola Susani nasce a Marostica nel 1965. Si trasferisce con la famiglia in Sicilia e dal 1985 è a Roma. Esordisce come scrittrice a 30 anni con il romanzo “Il libro di Teresa”. Ha scritto sia per i ragazzi (Il licantropo, Cola Pesce, Miti Romani, Susan la piratessa), che per adulti (Eravamo bambini abbastanza, Il libro di Teresa, Pecore vive, La terra dei dinosauri, Mamma o non mamma). Con il romanzo “Eravamo bambini abbastanza” è arrivata finalista al Premio Rapallo-Carige, ha vinto il premio per la Letteratura di viaggio L’Albatros nel 2012, ha vinto il Premio Opera di Narrativa Prata e infine il Premio Lo straniero sempre nel 2012.

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2 pensieri su “Imprevedibile infanzia…

  1. Ho letto questo libro nel 2013. Ha partecipato al Premio Asti d’Appello. L’ho trovato crudo, ma allo stesso tempo speciale. Sinceramente non lo rileggerei. Fa parte di un genere che non scelgo personalmente, ma ogni tanto leggere anche testi diversi aiuta a conoscere nuovi autori e stili.

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