Recitare e scrivere…

knef_grazie_di_cuore_1.jpg knef.jpg

Grazie di cuore è il racconto autobiografico di Hildegard Knef, attrice cinematografica e teatrale tedesca. La storia individuale s’intreccia con quella della Germania in guerra, in un ritmo narrativo sintetico, quasi “sincopato”, essenziale e crudo. Rimasta orfana di padre, Hildegard vive un’infanzia segnata dalle ristrettezze economiche e dalla passione per l’arte. Vive la tragedia della guerra, della devastazione di Berlino e dell’invasione dei russi. Si traveste da soldato per salvarsi dalle violenze degli invasori, patisce fame, freddo, viene imprigionata…nel dopoguerra riprende a recitare, va in America, ottiene grande successo. Racconta i retroscena di una diva: le tensioni prima di ogni spettacolo, il dover recitare anche quando si sta male, i continui trasferimenti da un albergo all’altro, i pasti consumati di fretta, gli inseguimenti dei fotografi…Alla fine si ha l’immagine di una donna di grande personalità e coraggio, capace di scelte controcorrente e di sfidare i pregiudizi del suo tempo.

Hildegard Knef (propr. Hildegard Frieda Albertine)

Nasce a Ulm il 28 dicembre 1925 e muore a Berlino il 1° febbraio 2002. Bella, bionda, ironica e sensuale, è ritenuta in qualche misura l’erede di Marlene Dietrich. S’impone sulle scene della Berlino postbellica come simbolo della rinascita artistica del teatro e del cabaret in una città ridotta in macerie dai bombardamenti. Figura come protagonista nel primo film tedesco del dopoguerra, Die Mörder sind unter uns (1946; Gli assassini sono tra noi) di Wolfgang Staudte. L’anno successivo si aggiudica il premio al Festival di Locarno come migliore attrice protagonista per un film diretto da Rudolf Jugert. Chiamata a Hollywood, è costretta a modificare il proprio personaggio, interpretando inquietanti ruoli di vamp, spesso in film di spionaggio o appartenenti al genere noir. In patria rappresenta un personaggio di culto, imponendosi anche come scrittrice e cantante. Divenuta un’apprezzata cantautrice, vince nel 1968 il disco d’oro per aver venduto tre milioni di dischi. A conferma di un temperamento eclettico, intraprende la carriera di scrittrice, riscuotendo vasti consensi per l’autobiografia Der Geschenkte Gaul (1970- trad. it. Grazie di cuore, 1973), lodata da H. Miller per la secchezza dello stile, e vincendo negli Stati Uniti il premio Mark Twain per il libro Das Urteil (1975). Notevole infine la sua apparizione in Fedora (1978) di Billy Wilder, nel ruolo di una diva che, per prolungare il suo mito, fa recitare al suo posto la figlia a lei identica. Donna di grande fascino e di grande mistero!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...