I contorti luoghi della mente…

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Un romanzo particolare in cui le tortuosità della mente s’intrecciano al reale, in un noir psicologico molto intenso. I “deserti luoghi” sono le creazioni della mente o effetti di potere sciamanico? Dietro una porta blindata, nascosta da un vecchio arazzo, si trova la “sala gialla”, dove nulla entra del mondo esterno. In questo luogo quasi magico uno dei protagonisti, Leandro, evoca paesaggi illusori, ma vividi, in quello che viene chiamato il “Gioco”. La storia prende avvio dalla scomparsa di Olga Misurati, una donna di quarantasette anni, che sembra sparita nel nulla. Il portiere del palazzo, preoccupato, rintraccia un lontano parente, che cerca di capire che cosa sia accaduto. L’appartamento è deserto: Olga ha lasciato solo una valigia aperta, come se stesse per partire per chissà dove, e un diario, dove racconta i suoi ultimi mesi. Solitaria, trascurata, Olga ha dedicato tutta la vita al fratello, Leandro, con cui vive nella grande casa di famiglia. Dopo la morte della madre, devastata dalla depressione, il padre si è rifatto una vita in Australia. Olga accudisce il fratello disabile e quasi cieco, risvegliatosi per miracolo da un coma durato dieci anni. Il fratello è in grado di ricreare nella “sala gialla” situazioni fantastiche, collegate a paesaggi di romanzi. Attorno al Gioco ruotano realtà misteriose: la vera natura del rapporto tra Olga e Leandro, il trauma subito da Olga adolescente, la fine di Michela, la domestica, e del figlio di quest’ultima…

Silvana Gandolfi nasce a Roma nel 1940. Inizia l’attività di scrittrice rivolgendosi al pubblico dei bambini: nel 1992 esce il libro d’esordio, La scimmia nella biglia. Dopo il successo ottenuto con questo libro, continua a pubblicare romanzi per la collana Gl’Istrici della Salani. Nel 1994 vince il Premio Cento con Pasta di drago. Nel 1996 vince il premio Andersen, come migliore autrice italiana per ragazzi. Nello stesso anno ottiene ancora il Premio Cento con Occhio al gatto. Ha scritto novelle, romanzi d’amore, racconti per la radio. Divide il suo tempo tra i viaggi e la scrittura. Alterna soggiorni a Venezia, a Roma e in un piccolo albergo alle Seychelles. A 75 anni debutta con un affascinante romanzo per adulti, I più deserti luoghi.

“Un giorno, molto tempo fa, durante una conversazione mi sentii definire da un caro amico come una “estroversa mancata”. L’etichetta mi stava a pennello, ma era soprattutto in quel “mancata” che mi riconoscevo. D’improvviso vedevo solo tutto quel che non avevo fatto e che non ero stata. Questo ritratto in negativo era così insopportabile che mi sentii obbligata a svilupparlo in forza positiva. Come? Interpretando la Realtà (per me molto ostica) attraverso l’Immaginario. Protetta da questo scudo formidabile sono arrivata pian piano a colmare la mia esistenza con la scrittura di libri per bambini, coi viaggi solitari in paesi lontani, con la psicoanalisi junghiana, insomma con tutti i fascinosi richiami dei miei personali altrove. Trasmettere pensieri emozioni e fantasie attraverso i romanzi ha significato per me essere a contatto con gli altri, far parte del mondo. Forse questo è uno dei motivi che mi ha portato a scrivere un libro per adulti: confidare anche a loro qualcosa di me, una parte nascosta nel profondo, quel nucleo quasi sconosciuto che tutti noi ci portiamo dentro e che è il nostro codice segreto d’identità.”

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