Arte al femminile (120)

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Maria Luisa Caterina Cecilia Hadfield o Madame Cosway, nasce a Firenze l’11 giugno del 1760. Il padre Charles Hadfield è un ricco commerciante di Manchester, trasferitosi in Toscana, dove gestisce una serie di alberghi che ospitano in prevalenza turisti inglesi. La madre è Isabella De Kock. Maria, oltre che bella, è colta e ricca di doti artistiche: scrive, dipinge, canta, suona vari strumenti (arpa, organo, arpicordo) e compone musica. Figura affascinante, nel 1778 è già membro dell’Accademia di Disegno di Firenze. Dopo la morte del padre (1776), la famiglia si trasferisce a Londra (1779), con dispiacere di Maria: “questo giorno partii da Firenze per Londra … molto contro mia voglia e furono obbligati ritirarmi da un convento ove mi ero fissata rimanere”. Qui nel 1781 sposa William Richard Cosway, famoso miniaturista. Il matrimonio è combinato dalla madre: “venni informata sul Signor Cosway, la sua offerta venne accettata, i desideri di mia madre furono soddisfatti e mi sposai minorenne” ed è destinato a fallire per le palesi infedeltà di Cosway. Maria pittrice è bloccata nel suo intento di affermarsi come pittrice indipendente, in quanto il marito le impedisce di vendere i quadri. Nonostante questo divieto, dal 1781 al 1789 espone trentuno dipinti alla Royal Academy. Non le è consentito dedicarsi alla musica da professionista, in quanto questo è giudicato inadatto a una donna di elevato ceto sociale. Malgrado ciò riesce a guadagnare ampi consensi con molte pubblicazioni attribuite semplicemente “a Lady” o “a Madame”. Copie della composizione Songs and Duets da lei dedicata a Jefferson (terzo presidente degli Stati Uniti, con cui intrattiene una relazione epistolare per circa 50 anni) si trovano presso la New York Performing Arts Library, la Biblioteca Nazionale di Parigi e a Monticello in Virginia. Nella sua casa londinese suona e canta le proprie composizioni, organizzando i suoi “grandi concerti”. Nel 1796 muore a soli 6 anni la figlioletta Luisa Paolina Angelica e Maria, affranta dal dolore, si trasferisce a Maleo, presso Lodi, dalla sorella Bettina. Da questo momento decide di impegnarsi anche nel versante dell’educazione femminile. Dal 1803 al 1812 la troviamo a Lione, dove fonda un proprio collegio per bambine e ragazze, rifacendosi alle teorie di Jean-Jacques Rousseau e John Heinrich Pestalozzi. Nelle fanciulle si studiano i caratteri e le disposizioni naturali e si cerca di sviluppare al massimo i loro talenti. Nel 1812 apre a Lodi il Collegio della Beata Vergine delle Grazie, che diventa presto famoso e che viene riconosciuto dallo stesso Imperiale Regio Governo. Le ragazze sono suddivise in tre classi, in base all’età e al grado di preparazione e vengono insegnate la lingua italiana, la calligrafia, l’aritmetica, la storia, la geografia nonché le regole del buon costume e del vivere sociale. Non manca l’insegnamento della religione e della morale. Insegnamenti facoltativi riguardano la lingua francese, il disegno, la musica e la danza. La stessa Maria, nel presentare gli obiettivi del Collegio, dichiara che il suo intento è “formare buone madri di famiglia, capaci di … educare la propria prole, e di fare nella società decorosa comparsa”. Il 14 novembre 1834 l’Imperatore Francesco I concede a Maria il titolo e il grado di Baronessa, come riconoscimento dei meriti acquisiti durante l’attività di educatrice. Muore a Lodi il 5 gennaio 1838.

Di particolare interesse il cosiddetto “portafoglio di marocchino rosso”, in cui vi sono le riproduzioni dei dipinti italiani portati in Francia da Napoleone, dopo le spoliazioni effettuate nel 1796-1798.

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