Arte al femminile (119)

Nel Settecento i dipinti ci presentano un mondo femminile diversificato e in fase di evoluzione.

Abbiamo le dame di corte e della nobiltà che seguono canoni estetici precisi, immobilizzate in uno status sociale che impedisce loro scelte indipendenti: incarnato rigorosamente bianco, coperto da uno spesso strato di biacca o cerusa (velenosa all’organismo e nociva, perché contenente piombo), guance e bocca rosse, sopracciglia marcate e ben disegnate, fronte alta e spaziosa, acconciatura molto elaborata. Gli abiti complessi bloccano e irrigidiscono i movimenti.

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Ci sono donne che cercano di inserirsi nel contesto storico del momento, sperando di ottenere un riconoscimento sociale e parità di diritti con gli uomini. Il contributo delle donne alla Rivoluzione francese del 1789, ad esempio, avviene a vari livelli: quello popolare e di massa, con donne coraggiosamente presenti alle sommosse e alle lotte per il pane, e quello intellettuale, rappresentato da donne borghesi, che si esprime nella partecipazione attiva alle sedute dell’Assemblea Costituente, nella produzione di scritti, nella creazione di giornali e circoli femminili impegnati nella lotta per i diritti civili e politici delle donne. Tali scelte coraggiose vengono spesso pagate con la morte (v. Olympe de Gouges e Madame de Roland).

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Vi sono donne che aderiscono alle idee dell’Illuminismo e si battono perché le donne possano accedere all’istruzione, anche a quella superiore, di stampo scientifico. Ricordiamo in Italia Giuseppa Eleonora Barbapiccolo, filosofa e traduttrice, Diamante Medaglia Faini di Brescia, che scrive un’ “Apologia in favore degli studi delle donne”, la veneziana Elisabetta Caminer Turra, giornalista per L’Europa letteraria e Il giornale enciclopedico, nonché traduttrice di Moliere e di altri autori francesi.

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I tempi non sono ancora pronti ad accogliere un vero cambiamento sociale. Emblematico il caso di Diamante Medaglia Faini, sollecitata dal padre a sposare il giovane medico Pietro Antonio Faini, per distoglierla dall’attività letteraria. Il matrimonio imprime un significativo cambiamento alla produzione lirica di Diamante, che sacrifica al decoro coniugale le tematiche amorose e introspettive, su cui si è incentrata la sua ricerca poetica, a favore di una tematica d’occasione: sonetti, canzoni e madrigali composti soprattutto per celebrare nozze, sacerdozi, monacazioni, nascite e fatti legati a personaggi illustri…

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