Arte al femminile (109)

Il secolo che intercorre tra il 1667 e il 1763 fu tormentato da un susseguirsi di guerre pressoché continue. La Francia fu in guerra per 53 anni, l’Inghilterra e l’Olanda per circa 40, la Russia per 33 anni. Non erano più, come nei secoli passati, guerre di religione, il cui scopo era l’annientamento dell’avversario e della sua fede. Le guerre di questo secolo furono guerre esclusivamente territoriali, cioè guerre il cui scopo era il possesso di aree in Europa o nelle colonie per stabilire un nuovo equilibrio tra gli Stati. Da questo punto di vista, è evidente che anche l’insediamento di una dinastia o di un’altra su un trono vacante assumeva lo stesso valore di una conquista territoriale. Le grandi famiglie regnanti in Europa erano tutte imparentate tra loro e sovente, in assenza di eredi diretti, in molti potevano rivendicare il trono. Le guerre di successione del Settecento furono dei pretesti per modificare i rapporti di forza tra gli Stati.

L’arte rispecchia i tempi e molti sono i dipinti di carattere “documentario”. I ritratti e le nature morte rimangono generi considerati adatti alle donne artiste, cui sono precluse spesso altre esperienze. I ritratti diventano sempre più personalizzati, svincolati da modelli ufficiali.

 Ulrica Frederika Pasch nasce a Stoccolma nel 1735. La sua è una famiglia di artisti: il padre è il pittore Lorenz Pasch il Vecchio, la madre è Anna Helena Beckamn. Suo nonno, il pittore Dancward Pasch è emigrato in Svezia da Lubecca. Dopo la morte del nonno nel 1727, lo studio di famiglia viene gestito dalla nonna Judith Larsdotter, fino a quando non viene rilevato dallo zio paterno Johan Pasch nel 1734. La cugina Margareta Stafhelle è un’ artista esperta in calcografia.

Avendo dimostrato talento precoce, come succede normalmente in questi casi, Ulrica viene addestrata dal padre nell’arte della pittura. Il padre non riesce ad adattarsi al nuovo stile pittorico e la famiglia ha molte difficoltà economiche, tanto che Ulrica, dopo la morte della madre nel 1756, diventa governante nella casa di uno zio materno rimasto vedovo, l’orafo Gustaf Stahell. Lo zio le permette di dipingere e Ulrica diventa una ritrattista che riceve molte commissioni. Con i proventi della vendita dei suoi quadri riesce a mantenere il padre e la sorella Hedvig Lovisa. Nel 1766 il fratello Lorenz, pittore professionista, torna in Svezia, dopo un lungo periodo passato all’estero. I due fratelli iniziano a lavorare insieme. Si dice che collaborino in armonia, con reciproco rispetto. Ulrica muore nel 1796, a 60 anni.

Ulrica ha avuto una carriera attiva e piena di successo fino alla morte, servendo sia i membri della corte svedese che l’aristocrazia locale. Viene descritta come persona umile, accomodante e divertente. Non si stancava mai e aveva grande pazienza. Non era bella, ma aveva una grazia accattivante.

Ulrica ha fatto parte Dell’Accademia Reale Svedese delle Arti dal 1773, ma, a differenza dei colleghi uomini, non ha mai ricevuto una pensione dalla corona, nonostante i ripetuti appelli fatti in proposito.

Suoi lavori si trovano in collezioni private e nel Museo Nazionale di Stoccolma.

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