Genitorialità al femminile…

2573957 Ippolita-Avalli

“Mi manchi” è un romanzo in cui la voce narrante è quella di Vera, madre single di Gabriele, diciottenne con tutte le conflittualità tipiche dell’adolescenza. Poco dopo la partenza del figlio per una vacanza studio a Londra, Vera riceve una telefonata che le comunica la scomparsa del figlio. Questa sparizione porta Vera a fare un viaggio a ritroso nella propria vita e in quella di Gabriele, saltellando avanti e indietro negli anni. La sua vicenda personale si era intrecciata con i fermenti sociali del paese: un’Italia dilaniata dalle contestazioni giovanili degli anni Settanta. Gabriele è nato da un amore complicato, da un padre che non ha mai saputo di averlo. Precipitatasi a Londra, Vera inizia una ricerca che dà alla storia un’atmosfera da thriller. Piano piano la protagonista capisce che deve riappropriarsi della propria vita e diventare una madre meno oblativa e più libera: in questo percorso “interno” viene aiutata da un uomo riemerso dal suo passato e inaspettatamente ritrovato…

Un libro che offre una lucida analisi sulla genitorialità al femminile, sul rapporto madre-figlio, con spunti di riflessione significativi.

“Mi interessava esplorare un rapporto tanto forte quanto ambivalente. Lui è figlio unico e in conflitto. Lei, che ha attraversato gli anni ’70, ha ora davanti un adolescente ribelle a quella gerarchia di valori. È il figlio rompiballe, che studia poco, va allo stadio, mugugna. E che si ama comunque. La sua scomparsa è un incubo, ma anche l’altra faccia di un desiderio cupo e proibito. Durante il quale lei rivisita il suo modo totalizzante di essere madre, la dedizione e la rabbia, ma anche la sua vita e le sue scelte d’amore”.

Ippolita Avalli nasce a Milano nel 1949. Vive a Roma. Il suo esordio letterario è del 1980, quando dà alle stampe “Aspettando Ketty”. I suoi romanzi ottengono grande successo: “La dea dei baci” è finalista al Premio Strega nel 1997 e vincitore del Premio Valle dei Trulli, mentre “Nascere non basta” è vincitore del Premio Città di Bari nel 2003. Dal 1978 al 1980 fa parte del gruppo teatrale “The a tre” con il quale partecipa a numerosi festival e rassegne del post-avanguardia in tutta Europa. La Avalli è stata anche autrice teatrale e ha collaborato alla sceneggiatura di alcune scene de “La città delle donne” di Federico Fellini

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