Arte al femminile (100)

I ritratti sono spesso testimonianze di personaggi affascinanti che hanno lasciato la propria impronta in vari settori: sguardi dal passato, vite di cui sono rimaste pallide tracce.

Una grande donna, di cui sono rimasti ritratti di varie dimensioni, è Augusta Ada Byron, meglio nota come Ada Lovelace, matematica inglese, ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo. Il linguaggio di programmazione Ada, finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è così chiamato in suo onore.

Miniature_of_Ada_Byronaugusta-ada-lovelace-grangerimagesada_lovelace-1Ada_Lovelaceada_lovelace_Ada_Lovelace_portrait

Ada nasce nel 1815, unica figlia legittima del poeta Lord Byron e di Anne Isabella Milbanke, ricca ereditiera sposata dopo una lunga e chiacchierata relazione. Lady Byron è una donna atipica per i tempi: molto brillante sin da bambina, è cresciuta seguendo gli insegnamenti di un laureato di Cambridge, diventando un personaggio molto attivo nella scena intellettuale inglese, dedicandosi soprattutto alla matematica. Lord Byron la chiama “la principessa dei parallelogrammi”. Nel 1816 Anne Isabella lascia la casa del marito e torna nella casa paterna, portando con sé la piccola Ada, che ha appena un mese. La legge inglese dà al padre la piena custodia dei figli in caso di separazione, ma Byron non rivendica i diritti di paternità. Firmato l’atto di separazione, travolto dallo scandalo di una relazione incestuosa con la sorellastra Augusta Leigh, Byron lascia l’Inghilterra e muore poi in Grecia nel 1824, quando Ada ha 9 anni. Di salute cagionevole, la piccola soffre di cefalee, che le procurano problemi alla vista. A 14 anni, a causa del morbillo, rimane paralizzata e costretta a rimanere a letto per un anno. Riprende a camminare solo a 16 anni, con l’aiuto di grucce. Nonostante le malattie, Ada studia con metodo e passione. Terrorizzata all’idea che la figlia possa dedicarsi alla poesia, come il padre, Anne Isabella la indirizza allo studio della matematica, affidandola a insegnanti prestigiosi. La matematica scozzese Mary Somerville la incoraggia a proseguire gli studi matematici, infondendole i principi fondamentali delle scienze, posti in una dimensione più vicina alla sfera filosofica e poetica. Ada si appassiona allo studio della matematica, diventando “un’eminenza di prima categoria” in materia, secondo il giudizio del professor De Morgan, professore all’Università di Londra. Si dedica anche alla musica: suona il pianoforte e ama in particolare l’arpa.

Nel 1835 sposa l’ex tutore William King, conte di Lovelace, da cui ha tre bambini: Byron, Annabella e Ralph Gordon. Le gravidanze le procurano problemi di salute, che la costringono a letto per vari mesi.

Nel 1833 Ada conosce a un ricevimento il matematico Charles Babbage, inventore della macchina differenziale. Babbage lavora a una macchina di calcolo, una struttura fatta con diversi ingranaggi numerati capaci di fare calcoli. Ada è affascinata dal progetto, cui dedica i propri studi. Dopo la macchina differenziale, in grado di fare solo somme e addizioni, arriva la macchina analitica, un calcolatore in grado di fare anche moltiplicazioni, divisioni, comparazioni e radici quadrate. In un articolo pubblicato nel 1843 Ada descrive la macchina di Babbage, prefigurando il concetto di intelligenza artificiale e di programmazione. Ella intuisce che la macchina analitica possa fare molto di più: manipolare numeri che rappresentano simboli (lettere dell’alfabeto, note musicali, informazioni).

The Analytical Engine weaves algebraic patterns just as the Jacquard loom weaves flowers and leaves («la macchina analitica tesse pattern algebrici esattamente come il telaio Jacquard [uno dei primi telai automatici della storia] tesse fiori e foglie»)

Tale macchina sarà riconosciuta nel 1953 come primo modello per il computer e gli appunti di Ada come descrizione di un computer dotato di software. Ada correda la propria descrizione con un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, che oggi viene riconosciuto come il primo programma informatico della storia, consistente in un algoritmo codificato per essere elaborato da una macchina.

Colpita da malattia lunga e incurabile, muore a 36 anni nel 1852.

Negli Stati Uniti il 16 ottobre si festeggia l’Ada Lovelace Day, giornata in cui si celebra il contributo delle donne nello sviluppo delle tecnologie informatiche, della matematica e della scienza.

“Quando Ada aveva 12 anni voleva volare. Cercò di affrontare il problema da un punto di vista metodico, esaminando gli uccelli e provando a capire vari materiali che potevano essere in grado di diventare delle ali: carta, seta. Nel corso della sua ricerca, cominciata nel febbraio del 1828, Ada tenne traccia dei suoi studi in una guida illustrata che chiamò Flyology” (New Yorker)

Ada ci guarda dolce e maliziosa da dipinti e miniature, che evidenziano la sua grazia e femminilità

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...