Arte al femminile (99)

Ci sono casi in cui arte e scienza s’intersecano, come nell’opera di Anna Morandi Manzolini. Una volta era tanto famosa che a lei hanno dedicato un cratere sulla superficie di Venere (41,8 km di diametro). Su questo pianeta i crateri con raggio di diametro maggiore a 20 km portano il nome di donne famose, mentre quelli di dimensioni inferiori hanno nomi propri femminili caratteristici delle varie culture.

Anna Morandi Manzolini nasce a Bologna nel 1714, figlia di Carlo Morandi e Rosa Giovannini. Studia disegno e scultura presso i pittori Giuseppe Pedretti e Francesco Monti. Sposa nel 1740 Giovanni Manzolini, professore di anatomia, dal quale ha otto figli, di cui solo due giungono all’età adulta: Carlo e Giuseppe. Quando il marito si ammala di depressione, Anna lo aiuta concretamente nella dissezione dei cadaveri. Diventa così esperta nella riproduzione in cera di parti anatomiche, che viene consultata da molti studiosi del tempo. Quando poi il marito si ammala di tubercolosi, Anna riceve il permesso speciale di insegnare in sua vece. Nel 1755, alla morte del marito, è nominata dal Senato bolognese come modellatrice in cera presso la cattedra di Anatomia dell’Università con un onorario di 300 lire bolognesi e con la possibilità di scegliere se tenere le lezioni presso l’Università o nella propria abitazione, come viene consentito ai professori più illustri. La sua vita familiare è contrassegnata da continui avvenimenti luttuosi, perché la morte del marito segue quella di cinque figli. Per poter lavorare è costretta ad affidare il figlio maggiore Giuseppe a un’istituzione caritatevole, il Conservatorio di S. Bartolomeo di Reno. Giuseppe diventa poi erede adottivo del conte Flaminio Solimei, prendendone il cognome. Il figlio minore Carlo rimane sempre a fianco della madre, abbracciando la vita religiosa e diventando canonico della basilica di San Petronio.

Anna è aggregata come accademica onoraria all’Accademia Clementina nel 1755, nel 1760 è affiliata alla Società Letteraria di Foligno e nel 1761 all’Accademia del Disegno di Firenze. Riceve inviti da Milano, Londra e Pietroburgo per lavorare negli istituti e nelle accademie di quelle città. Nel 1769 contratta la vendita di tutte le sue preparazioni, degli strumenti e dei libri con il conte Girolamo Ranuzzi, il quale le offre un appartamento nel proprio palazzo, perché possa proseguire il suo lavoro. Anche in questa nuova sede sono numerosi i visitatori, che accorrono ad ammirare le sue opere. Il 14 maggio 1769 l’imperatore Giuseppe II le fa visita e, rimasto profondamente colpito dai suoi manufatti, le dona un medaglione con la sua effigie.

La sua fama di realizzatrice di modelli anatomici si diffonde in tutta Europa, tanto che sia la Royal Society di Londra che Caterina II di Russia e altri regnanti la invitano presso le loro Accademie scientifiche, ma Anna rifiuta le offerte economicamente allettanti, per restare nella sua Bologna. Muore nel 1774 a 60 anni ed è sepolta con funerali solenni nella chiesa di San Procolo in via D’Azeglio a Bologna.

Palazzo Poggi a Bologna ospita gran parte delle sue opere.

Anna realizza anche busti in cera con finalità puramente artistiche: due sono esposti a Palazzo Poggi a Bologna. Le si attribuisce anche un ritratto in cera colorata ora conservato al Victoria and Albert Museum di Londra.

“Donna bella e piena d’ingegno tratta infatti con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione, per poterli riprodurre e consegnare ai posteri.”

«Analizzando la produzione ceroplastica della Morandi, appare come la sua attività rappresenti un felice binomio tra arte e pratica anatomica, un binomio eccezionalmente importante per collezioni di questo genere, i cui prodotti erano volti a soddisfare per un verso le richieste dei professori di anatomia, ostetricia e chirurgia; per l’altro, a essere largamente utilizzate dai medici, studiosi e studenti per l’approfondimento e l’insegnamento dell’anatomia e della medicina. Un’attività, cioè, che richiedeva non solo particolari abilità tecnico manuali, ovvero pratica sperimentale, capacità osservativa e analisi di laboratorio, ma, anche e soprattutto conoscenze teoriche approfondite e aggiornamenti costanti» (Focaccia, 2008, pp. 58 s.)

museoLaSpecola

????????

220px-AnnaMorandiManzoliniMorandiimage_preview Mouth4eb010f1ae37208a8bdfa211c225688217Armhands_on9-ear-fig_38-loimage

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...