Arte al femminile (93)

Il Settecento a Firenze è un secolo speciale nelle arti, e non soltanto. É il secolo della discontinuità politica, perché la dinastia dei Medici si estingue, dopo due secoli di governo della Toscana in qualità di duchi e granduchi, e subentrano dalla Lorena i sovrani d’Oltralpe. È il secolo in cui dal Barocco fastoso degli ultimi Medici si ha il passaggio ai valori e ai linguaggi che, alla vigilia del dominio napoleonico, preparano all’accoglienza del Neoclassicismo. Vi è grande varietà di stili e di temi, in un fervore culturale che vede le grandi famiglie e gli ordini religiosi mantenere viva la tradizione di mecenatismo verso gli artisti.

Violante Beatrice Siries nasce a Firenze nel 1709, figlia dell’orefice e incisore di gemme Louis Siries, di origine francese, direttore dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Avendo fin da bambina dimostrato particolare predisposizione per l’arte, il padre l’affida agli insegnamenti del celebre scultore Filippo Valle. Quando quest’ultimo si trasferisce a Roma, Violante viene inserita nella scuola dell’artista Giovanna Fratellini (v. n.68), che gode di grande prestigio nell’ambiente fiorentino. Si dedica alle opere a pastello e alla miniatura. Nel 1726 il padre viene chiamato alla corte di Francia: Violante lo segue con la madre e il fratello Cosimo. Giunta a Parigi all’età di 16 anni, studia con sempre maggiore impegno le varie tecniche pittoriche. La sua abilità è tale che le vengono commissionati ritratti da illustri personaggi di corte, tra i quali il Consigliere del Re e la di lui consorte. Tornata a Firenze nel 1732, prosegue gli studi di pittura con Francesco Conti. Viene accettata all’Accademia delle arti del disegno e succede a Giovanna Fratellini (deceduta nel 1731) come ritrattista ufficiale alla Corte dei Medici. Nel 1734 è a Roma e ritrae molti nobili e prelati, che si compiacciono del suo lavoro. Nel 1735 è a Vienna. Si sposa con Giuseppe Cerroti, figlio del celebre marmista che ha realizzato la facciata di San Giovanni in Laterano. Violante continua a lavorare sino ai 70 anni per ricche famiglie fiorentine: i Capponi, i Cerretani, i Gondi, i Bardi….ricevendo commissioni anche da regnanti e nobili di vari paesi europei. Muore a Firenze all’età di 74 anni, nel 1783.

Nella Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi si può ammirare il dipinto La Madonna porge il Bambino a Santa Maria Maddalena dei Pazzi. Tre suoi autoritratti sono conservati presso la Galleria degli Uffizi. In uno di questi l’artista è raffigurata mentre sta dipingendo il ritratto del padre. Il suo lavoro più ambizioso è un dipinto eseguito nel 1735, raffigurante il gruppo di famiglia dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo, padre di Maria Teresa d’Austria.

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