Immergersi nei ricordi…

coverromano

Ogni tanto mi dedico a letture un po’ “vintage”, in cui trovo profonda umanità.

Questo libro è “un viaggio alla riscoperta di me stessa”, dice l’autrice nell’Introduzione. La scrittrice fa riferimento a una frase del Tempo ritrovato di Proust: ”Ci appartiene veramente soltanto ciò che noi stessi portiamo alla luce estraendolo dall’oscurità che abbiamo dentro di noi…Intorno alle verità che siamo riusciti a trovare in noi stessi spira un’aurea poetica, una dolcezza e un mistero, i quali non sono altro se non la penombra che abbiamo attraversato”.

Lalla Romano, quasi sessantenne, ha perso l’amatissima madre e ritorna nei luoghi dell’infanzia, le montagne e le valli del Cuneese, rievocando se stessa bambina. Ritrova quell’«odore leggero che sa di latte, di strame, di erbe amare», ritrova gli inverni e le estati, le antiche paure, la musica del flauto suonato da suo padre («Suonando papà si trasformava»), la bellezza e i silenzi della madre, il cane Murò, «giovane e gaglioffo», le strade del paese, le case sotto i portici, la scuola, le botteghe, i cascinali, i prati e i boschi… I luoghi risvegliano ricordi di momenti, persone, gesti, emozioni…La vicenda privata diventa storia di un paese, dei suoi abitanti e di un tempo intessuto di profondi rapporti umani.

La valle, come la casa, è abitata per sempre da «loro» e da me bambina. Serba quasi traccia di una presenza fisica…nell’andar via, in quel lontano autunno avevo pensato «era».”

p6055Lalla Romano nasce nel 1906 a Demonte (Cuneo), da famiglia di antiche origini piemontesi. Dopo il liceo s’iscrive alla facoltà di Lettere dell’Università di Torino. Su suggerimento di un insegnante frequenta la scuola di pittura di Felice Casorati e comincia a occuparsi di critica d’arte. Nel 1928 si laurea a pieni voti in letteratura romanza con una tesi sui poeti del “dolce stilnovo”. Dopo aver fatto la bibliotecaria a Cuneo, si trasferisce a Torino con il marito, Innocenzo Monti, e con il figlio. Qui insegna storia dell’arte in vari istituti, continuando a coltivare la sua passione per la poesia e la pittura. I suoi quadri vengono esposti in diverse mostre personali. Nel 1941 pubblica la sua prima raccolta di poesie, Fiore, incoraggiata da Eugenio Montale. Durante la guerra torna a vivere presso la madre a Cuneo, dove entra in contatto con le bande partigiane di “Giustizia e Libertà” e aderisce al Partito d’Azione. Nel dopoguerra raggiunge il marito a Milano. Riprende l’insegnamento e inizia a lavorare a una raccolta di brevi testi in prosa, Le metamorfosi, con cui nel 1951 esordisce nella narrativa. Nel 1953 viene dato alle stampe il suo primo romanzo, Maria, che ottiene un notevole successo di critica: l’anno successivo vince il Premio Veillon. Nel 1955 esce un libretto di poesie L’autunno, mentre nel 1957 il suo nuovo romanzo Tetto murato vince il Premio Pavese. Dopo la pubblicazione nel 1960 di un libro di viaggi dal titolo Diario di Grecia, l’anno successivo pubblica il romanzo L’uomo che parlava solo. In quello stesso anno, in seguito alla morte della madre, Lalla Romano ritorna a Demonte, a rivedere i luoghi della sua infanzia e inizia la stesura del suo quarto romanzo, La penombra che abbiamo attraversato, con cui nel 1964 si rivela al grande pubblico. Nel 1969 raggiunge il definitivo successo con Le parole tra noi leggere, con cui vince il premio Strega. Nel ’73 pubblica un nuovo romanzo, sempre di natura autobiografica, L’ospite e inizia a collaborare a «Il Giorno». L’anno seguente esce la raccolta di poesie Giovane è il tempo, con cui vince il Premio Sebeto. La Presidenza del Consiglio le assegna la “Penna d’Oro” nel 1979, anno in cui Lalla Romano pubblica il capolavoro, Una giovinezza inventata, e Lo stregone. Nel ’75, oltre al volume di racconti La villeggiante, appare il singolare libro, dove “le immagini sono il testo e lo scritto un’illustrazione”, Lettura di un’immagine. Nel 1981 esce Inseparabile, e nel 1986 La treccia di Tatiana. Nel 1987 il romanzo Nei mari estremi rievoca la malattia e la morte del marito. Infine nel 1989 vince il premio Procida-Isola d’Arturo/Elsa Morante con Un sogno del Nord. Negli ultimi anni ha pubblicato Le lune di Hvar (1991), Ho sognato l’Ospedale (1995), In vacanza col buon samaritano (1997), L’eterno presente, Conversazione con Antonio Ria (1998), Dall’ombra (1999). Muore a Milano, il 26 giugno 2001

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2 pensieri su “Immergersi nei ricordi…

  1. Ho riletto recentemente L’ospite, che avevo apprezzato a suo tempo e l’ho trovato sempre molto bello. Mi piace molto la scrittura di Lalla Romano. L’ho scoperta relativamente tardi, l’ho trovata molto intensa e vorrei rileggere tutto. Un paio di mesi fa sono passata a Milano da via Brera ( o vicino a via Brera, non ricordo bene). C’era un giardinetto con un ciliegio, intitolato a lei. Pare che una finestra della casa dove abitava si affacciasse su questo giardinetto dove allora c’erano due ciliegi. Una vista cui lei era molto affezionata. Ora di ciliegi ne è rimasto solo uno.

    • In questo periodo sto leggendo libri un po’ datati, ma che hanno una grande densità emotiva. Lalla Romano l’avevo un po’ trascurata, ma la sto riscoprendo. Grazie del commento e un caro saluto.:)

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