Vai a sapere i piani del vento….

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Il titolo di questo romanzo prende spunto dai Kuraj, cespugli secchi che il vento della steppa fa rotolare lontano, dando l’impressione che tutta la pianura sia in movimento. La piccola Naja viene sospinta, come un kuraj, dalle steppe dell’Uzbekistan a Colonia, nella Germania del dopoguerra. Il padre Ul’an l’ha affidata, prima di morire, all’ufficiale tedesco Gunter Berger, con cui ha combattuto, con cui ha condiviso battaglie disperate,la prigionia in due lager russi e una fatale fuga, stabilendo una vera amicizia. Naja si trova così a dover affrontare un lungo viaggio, abbandonando il suo popolo, i tuncian, nomadi discendenti da Gengis Khan, per integrarsi in una nuova famiglia, in una nuova società, di cui non capisce la lingua e le abitudini e da cui si sente rifiutata. Scopre il senso del proprio destino ricostruendo la storia dei due padri, quello naturale e quello adottivo, coinvolti nella tragedia della seconda guerra mondiale e della tragica spedizione tedesca contro la Russia. La storia personale si mescola così alla storia di popoli coinvolti in un’immane tragedia. Molti i personaggi presenti nella narrazione. La storia individuale diventa corale e molti sono gli uomini e le donne, personaggi minori, spazzati via dalle tempeste della storia. Naja riesce faticosamente a costruire il proprio destino e a trovare il proprio posto nel mondo.Un libro avvincente, che offre tanti spunti di riflessione!

“Uno mette insieme rami e cespugli, fa un cumulo ordinato di Kuraj, fa i suoi piani, poi viene il vento e li scompiglia, li trascina altrove, li abbandona dove vuole: vai a sapere i piani del vento!…” (pag. 390)

Silvia Di Natale nasce a Genova nel 1951. La famiglia la porta a vivere in diverse città italiane, fino a stabilirsi per un periodo a Milano, dove frequenta il liceo classico “G.Berchet” e poi l’Università Statale, dove si laurea in Lettere Moderne. Dal 1974 al 1984 abita a Monaco di Baviera, insegnando Italiano agli emigrati. Fa un lungo viaggio in Asia, al ritorno dal quale si stabilisce a Monaco, iscrivendosi alla Facoltà di Scienze Sociali. Si laurea con una tesi sui pastori della Sardegna. Si sposa con lo psichiatra Gerhard, con cui fa un viaggio in India. Dal 1984 lavora presso l’Università di Ratisbona, occupandosi dei problemi dei lavoratori dell’Andalusia, dell’aggressività infantile e di altre importanti tematiche sociali. Kuraj, il suo romanzo d’esordio, pubblicato da Feltrinelli nel 2000, ha avuto importanti riconoscimenti (premio Bagutta Opera prima) ed è stato tradotto in tutti i paesi europei. Sempre per Feltrinelli ha pubblicato Il giardino del luppolo, L’ombra del cerro (premio letterario Grinzane Cavour) e Vicolo verde. Nel 2009 esce per la casa editrice Piemme “La ragazza di Ratisbona”. Nel 2006 è pubblicato dalla De Agostini il suo libro per ragazzi “La città nel deserto nero”. Silvia di Natale è anche un’abile scultrice, lavorando marmo, bronzo e legno. La mostra “Parole nel legno”, 12 statue a ricordo della guerra del Kosovo, ha fatto il giro di parecchie città europee. Attualmente vive in Germania e si occupa del problema dell’integrazione degli stranieri, oltre che di altre tematiche sociali: la scrittura è comunque diventata l’attività principale.

 

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