Arte al femminile (80)

La diffusione delle opere a stampa si accompagna all’arte dell’incisione. La calcografia (dal greco chalko=rame e graphein= scrivere) o stampa calcografica si diffonde in tutta Europa e nascono laboratori che producono pregevoli opere. Le principali tecniche sono la puntasecca e l’acquaforte. La tecnica della puntasecca consiste nell’incidere la propria opera su una lastra di rame con una “punta” (ago d’acciaio molto appuntito, con manico di legno, usato come matita). Una volta incisa, la lastra viene inchiostrata e poi ripulita, perché l’inchiostro rimanga solo nella parti incise: questa viene poi collocata sul torchio calcografico, che effettua la stampa. Più complessa la tecnica dell’acquaforte. L’origine dell’acquaforte risale al Medio Evo, periodo in cui si usava l’acido nitrico (in Latino aqua-fortis, definizione medioevale degli antichi alchimisti) per incidere fregi e decorazioni su armi e armature. Successivamente il nome e la tecnica vengono adottati dagli artisti incisori: questo passaggio risale al periodo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Una lastra di zinco viene ricoperta da un sottile strato di cera d’api o bitume. Con uno strumento a punta si asporta il materiale protettivo lasciando scoperta l’immagine da stampare. Protetti i margini e il retro con una vernice s’immerge la lastra incerata in una bacinella contenente acido diluito che “morderà” il metallo dove il disegno ha scalfito la cera, scavandovi dei solchi. La lastra ripulita e inchiostrata viene poi passata al torchio.

torchioMagdalena van de Passe nasce a Colonia nel 1600, figlia di Crispijn van de Passe e di Magdalena Bock: la sua è una famiglia di abili incisori. Il padre, membro della Corporazione di San Luca di Anversa, si era dovuto trasferire a causa della conquista spagnola (essendo di religione anabattista) e si era spostato a Colonia, dove aveva fondato una propria casa editrice. Qui rimane sino al 1611, per poi trasferirsi a Utrecht, dove ottiene la cittadinanza e lavora con successo come editore e incisore. Magdalena impara dal padre l’arte dell’incisione. Lavora nella bottega di famiglia e inizia precocemente a dimostrarsi particolarmente dotata: a 14 anni firma già le proprie opere (v. Meraviglie del mondo, 1614). I suoi tre fratelli, Simon, Willem e Crispijn II sono pure artisti, ma a loro viene concesso di recarsi all’estero, per estendere le proprie conoscenze (a Parigi, Londra, Copenaghen) e incrementare l’attività di famiglia. Magdalena invece rimane nella casa paterna sino al 1634, quando sposa Frederick van Bevervoordt. Quando questi viene esiliato per motivi politico-religiosi, Magdalena si trasferisce con lui nello Schleswig-Holstein. Il marito muore improvvisamente dopo solo 19 mesi di matrimonio e Magdalena torna nella casa paterna, prendendosi cura del padre, rimasto nel frattempo vedovo, sino alla morte, avvenuta nel 1638.

Le sue creazioni riguardano soggetti storici, mitologici, paesaggi e ritratti. Ottiene discreta fama ai suoi tempi, tanto che Joachim von Sandrart la cita nel suo Teutsche Academy (1668-1678) come abile incisore e autrice di molti paesaggi: il suo stile si caratterizza per la finezza dei dettagli e i forti chiaroscuri. Esegue anche incisioni a partire da composizioni di Rubens, che ha forse conosciuto a Utrecht nel 1627, e di altri importanti pittori. Decora con 72 illustrazioni, in collaborazione con la sua famiglia, le Metamorfosi di Ovidio, pubblicate nel 1677 a Bruxelles da Francois Foppens. Il corpus dell’autrice è più ridotto rispetto a quello dei fratelli, non solo per la sua morte prematura, ma anche perché, probabilmente, aiuta i genitori nella gestione della casa e degli affari.. Estende la sua attività brevettando la possibilità di decorare anche tessuti a partire da stampi in rame: in particolare, il 26 marzo 1630, ottiene dagli Stati generali un privilegio di tre anni per la stampa di berretti di forma tonda e di 30 centimetri, da portare in casa o a letto, per gentiluomini delle classi più abbienti. Queste stampe su stoffa non possono essere copiate da altri, pena la multa di 150 fiorini. Sua allieva è Anna Maria van Schurman, cui dà lezioni di incisione su rame.

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