Un romanzo particolare

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Cade la terra Il titolo è preso da un verso di R.M. Rilke: “…Ed ogni notte pesante la terra cade dagli astri nella solitudine. Tutti cadiamo. Cade questa mano, e così ogni altra mano che tu vedi. Ma tutte queste cose che cadono, qualcuno con dolcezza infinita le tiene nella mano.”

Il romanzo racconta di Estella, lasciata nuda e abbandonata alle soglie di un paese, Alento, luogo immaginario, ma molto simile a diversi luoghi del profondo Cilento, dove vive l’autrice. Qui trova lavoro come educatrice di Marcello, un ragazzo complicato, crudele e folle, capace di tenerezza. Attorno a lei ruotano vari personaggi, dalla vita dura, spesso tragica. La vicenda è narrata in capitoli, ognuno dei quali è intitolato a un personaggio del luogo, che parla o di cui viene raccontata la vicenda. Estella diventa una cosa sola con il paese che la ospita. Le storie degli altri diventano parte della sua vita e prova un senso di profonda empatia sia verso i luoghi che verso le persone. Quando una frana minaccia le case, gli abitanti si trasferiscono in blocco in un nuovo paese più a valle, ma Estella decide di rimanere ad Alento, ultima abitante, sola, in compagnia di ricordi di persone che sono scomparse, lontane eppure del tutto presenti, un po’ come capita nei sogni. Ogni anno Estella organizza una cena a cui invita tutti gli abitanti di Alento: “Ci sarà tepore nella stanza e odore di cibi fritti. Verranno tutti, con i vestiti della festa, le scarpe rinfrescate da una spazzolata. Arriveranno alle nove e, l’uno dopo l’altro, prenderanno posto intorno alla tavola. Non porteranno regali, non lo fanno mai, ma non importa: ne ho preparati io per loro, davanti ai quali spalancheranno gli occhi, ma io guarderò altrove.” In realtà solo i ruderi, il paesaggio selvaggio e un olmo imponente che resiste a tutto, rimangono suoi compagni.

Un romanzo originale, poetico, scritto in modo mirabile.

“Come fra le quinte di un teatro in disfacimento ecco aggirarsi un anarchico, un venditore di vasi da notte, una donna che non vuole sposarsi, un banditore cieco, una figlia che immagina favole, un padre abile nel distruggerle.
Ma dove sono i vivi e dove i morti? Estella non se lo dice, perché vorrebbe solo cambiare i destini, invertire il corso di esistenze desolate, per ridare loro un po’ di calore, come una vita nuova, ora che l’altra che ha infuriato per anni si è conclusa.”

Carmen Pellegrino ha scritto saggi di storia e racconti. Da qualche anno si occupa di luoghi morti, rimorti e scampati, borghi, case, stazioni, teatri, luna park abbandonati, anche di uomini e donne che la storia non ricorda. Nel tempo libero partecipa a funerali di sconosciuti. Questo è il suo primo romanzo.

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