Arte al femminile (73)

Abbiamo visto come nature morte, ritratti e miniature siano i generi in cui le artiste del passato si siano maggiormente sperimentate. Per le infinite forme che offrono, il fiore, le piante e i frutti costituiscono temi privilegiati che artiste di ogni epoca e luogo hanno interpretato secondo la propria personalità e la propria cultura. Il rapporto tra botanica e mondo femminile è antico. A una donna, la principessa Giuliana Anicia, figlia del console romano a Costantinopoli e diretta discendente dell’imperatore Teodosio il Grande, nel 512 d.C. è stato donato l’erbario figurato più antico e famoso al mondo, noto come Codex Vindobonensis. Vi sono ritratte e descritte 383 piante. Forse è questo il primo legame, di cui si ha tangibile ricordo, tra piante, fiori e universo femminile.

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Mille anni dopo le donne si dedicano a raffigurare con sensibilità e perizia gli oggetti naturali, soprattutto vegetali. Esse hanno quella “femminil patientia”, essenziale per il buon esito di un genere che richiede meticolosità, diligenza e accuratezza. A Roma sono attive, nel XVII secolo, nella riproduzione dettagliata di piante e fiori, Isabella Cattani Parasole, Anna Maria Vaiani e Giovanna Garzoni (v.n.50), le cui opere miniate di raffinata eleganza hanno anche una valenza scientifica.

Anna Maria Vaiani viene menzionata in relazione all’attività dell’Accademia di San Luca a Roma. Gravita nell’entourage della famiglia Barberini. Di lei si sa che è fiorentina e morta dopo il 1633. Pittrice di fiori, negli ultimi anni si dedica all’incisione a bulino. Intaglia alcune stampe della Galleria Giustiniani e fa una tavola che diventa celebre per la Flora del gesuita padre G.B.Ferrari (Roma, 1633).

Isabella Cattani Parasole è una xilografa e disegnatrice attiva a Roma tra il XVI e il XVII secolo. Nasce nel 1570 a Roma, dove rimane per tutta la vita. Sposa l’incisore Leonardo Norsini. Si sa che la sorella Geronima Parasole è pure lei un abile incisore. Isabella è osservatrice appassionata di piante e fiori. Si diletta anche di merletti e ricami. Nel 1597 pubblica un libro Studio delle Virtuose dame, dedicato a Juana de Aragon y Cardona e nel 1616 pubblica un altro libro sui metodi di lavorazione del pizzo e sui ricami, con illustrazioni di propria invenzione. Ha un figlio, Bernardino Parasole, artista, che muore giovane. Troviamo Isabella ancora attiva a Roma nella prima metà del ‘600:muore intorno al 1620.

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