Arte al femminile (71)

“Lo Stato sono io” dice Luigi XIV di Francia, il re più potente d’Europa, che domina il ‘600, attribuendosi il titolo di “re Sole”. Nato nel 1638 e divenuto ufficialmente re nel 1643, a 5 anni, è posto sotto la tutela del cardinale italiano Mazzarino, che difende il potere sovrano contro le fronde della nobiltà all’interno, contro gli Asburgo, l’Olanda e l’Inghilterra all’esterno. Mazzarino muore nel 1661 e Luigi XIV a 23 anni decide di governare senza l’aiuto di nessuno: sposta la reggia a Versailles, creando la più sfarzosa corte d’Europa. Attrae a Versailles e ospita l’aristocrazia allontanandola dalle cariche politiche e dalle proprie terre: la nobiltà così è facilmente controllabile e dominata dal sovrano che concede privilegi e cariche fittizie. “Farò in modo che la mia nobiltà debba pensare solo alla moda e che un abito costi come la rendita di un anno…voglio che abbiano debiti solo con me”. Le riforme di Luigi XIV favoriscono la borghesia commerciale e manifatturiera, ma non portano alcun miglioramento alle condizioni dei ceti più bassi. Ci sono carestie ed epidemie che colpiscono le campagne della Francia provocando numerose rivolte contro i funzionari del fisco. Nel 1685 con l’editto di Fontainebleau espelle tutti gli ebrei, bandisce i protestanti che non si convertono al cattolicesimo, obbliga i bambini protestanti a convertirsi e fa distruggere molte chiese protestanti.

L’arte è strettamente legata allo Stato: è lo Stato che cura l’insegnamento artistico, stabilisce le dottrine, dà le direttive e mantiene gli artisti. I migliori, inviati dall’Accademia di Francia a Roma, ottengono in seguito incarichi reali, pensioni e alloggio al Louvre. Gli artisti devono curare l’immagine pubblica della monarchia. Alle donne artiste è riservata la possibilità di dipingere “nature morte”, ritratti, miniature. Il Barocco francese è luminoso, sontuoso, colorato. La cultura conosce un momento digrande sviluppo, nonostante il controllo dall’alto.

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Louise Moillon nasce a Parigi nel 1610. È una dei sei figli del pittore Nicolas Moillon. Morto presto il padre, nel 1620 la madre Marie Gilbert si risposa con Francois Garnier, pure lui artista e mercante d’arte, con il quale ha altri tre figli. Louise comincia presto a dipingere nature morte, genere considerato particolarmente adatto alle donne, perché i soggetti si trovano in casa: i suoi maestri sono prima il padre, poi il patrigno. Nel 1630 muore la madre: l’inventario dei suoi beni comprende anche una serie di dipinti della figlia (13 dipinti e 9 opere incompiute). Il periodo 1630-1640 è il più attivo. Louise si cimenta anche in ritratti e scene di vita quotidiana. Frequenta vari artisti olandesi, rifugiatisi a Parigi per sfuggire le persecuzioni religiose, installatisi attorno a Saint-Germain-des-Prés.

Nel 1640 sposa Etienne Girardot de Clancourt, ricco mercante di quadri parigino, un ugonotto della Borgogna, che le dà una certa agiatezza finanziaria e con cui ha tre figli. Con il matrimonio è costretta a ridurre la propria attività e l’ultima opera datata è del 1645. Si sa poco o niente degli ultimi anni, tranne che soffre molto per le persecuzioni religiose seguite alla revoca dell’editto di Nantes nel 1685, che portano alla morte del marito e all’esilio di due figli. Pare si sia convertita al cattolicesimo in fin di vita, per sfuggire alla persecuzione e poter così conservare i propri beni. Muore a Parigi nel 1696.

Viene considerata una delle più importanti pittrici francesi del XVII secolo. Riceve commissioni anche da Carlo I d’Inghilterra. Specialista in nature morte, Louise preferisce la frutta ai fiori. Su un tavolo di legno o un muretto di pietra, arrangia albicocche, uva, pesche, prugne in coppe di Delft o in cestini di vimini, su sfondi scuri. I suoi quadri danno un’impressione di abbondanza, serenità e tranquillità. Inizialmente le composizioni sono simmetriche, semplici, con oggetti tra loro separati e illuminazione uniforme. Negli ultimi lavori gli oggetti sono inseriti in composizioni più movimentate, con molteplicità di colori, prevalenza dei toni del verde: la luce viene focalizzata su punti precisi.

Le sue opere sono in collezioni di diversi paesi: la regina Elisabetta II d’Inghilterra ha quattro suoi dipinti nella propria collezione.

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