Arte al femminile (62)

Nel 1648 i Paesi Bassi diventano indipendenti dalla Spagna, inaugurando un periodo di prosperità economica, che favorisce la nascita di una ricca borghesia. Facoltosi mercanti creano un nuovo tipo di mecenatismo e di mercato dell’arte. Senza i condizionamenti di una monarchia o della Chiesa, gli artisti producono direttamente per gli acquirenti. Abbandonati i grandi quadri storici, mitologici o religiosi, vengono richiesti ritratti, nature morte, paesaggi e scene della vita di tutti i giorni per decorare le case. Orgogliosa del proprio paese e della propria ricchezza la nuova classe dominante vuole opere d’arte che riflettano il suo successo. In un mercato aperto e concorrenziale gli artisti iniziano a specializzarsi: Rachel Ruysch, ad esempio, diventa una delle più grandi pittrici di fiori del suo tempo.

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Rachel Ruysch nasce a L’Aia nel 1664, una dei 12 figli del botanico, professore di anatomia e pittore dilettante Frederik Ruysch (cui Leopardi dedica un celebre Dialogo), e di una delle figlie dell’architetto Pieter Post, che aveva iniziato come pittore specializzato in scene di guerra e paesaggi, prima di diventare un eminente architetto. La famiglia si trasferisce ad Amsterdam quando Rachel ha tre anni, poiché il padre ottiene l’incarico di professore in quella città. Egli crea una grande collezione di rarità (scheletri di animali, insetti, minerali e campioni di botanica) nella propria abitazione e Rachel sin da piccola lo aiuta sia nel lavoro di conservazione sia decorando gli esemplari, conservati in un liquor balsamico, con fiori e pizzi. Sicuramente l’esperienza di lavoro fatta da Rachel nel campo anatomico e botanico influisce non poco sulla sua successiva attività di pittrice. All’età di 15 anni Rachel diventa apprendista di Willelm van Aelst (pittore di spicco di Delft e ammiratore di Maria van Oosterwick), con cui continua a lavorare sino alla morte di quest’ultimo nel 1683. Pare che abbia conosciuto altri pittori di fiori, come Jan e Maria Moninckx, Alida Withoos e Johanna Helena Herolt-Graff, suoi contemporanei. Appassionata di botanica, ha visto la raccolta di piante di Agnes Block (botanica, disegnatrice, collezionista e mecenate) e ha conosciuto Jan e Caspar Commelin, coltivatori di piante rare e responsabili dell’Orto Botanico di Amsterdam. A 18 anni produce, firma e vende proprie opere in modo indipendente. Nel 1693 sposa il ritrattista Juriaen Pool (1665-1745), con cui ha ben 10 figli (l’ultimo a 47 anni!). Nel 1699 Rachel entra a far parte della Confraternita di Pittura de L’Aia. Nel 1701 è accettata nella Gilda di San Luca sempre a L’Aia. Dal 1708 al 1716 si reca ogni tanto a Dusseldorf, come pittrice per Giovanni Guglielmo del Palatinato, per cui lavora sino alla morte di questi. In cambio della produzione di una tela all’anno per la corte dell’Elettorato Palatino riceve una sostanziosa retta annuale. Rachel continua a lavorare fino all’età di 83 anni, scrivendo orgogliosamente la propria età su una tela realizzata nel 1747. Muore nel 1750. Alla sua morte ben 11 poeti le dedicano pubblicamente dei versi. Oltre a lavorare per vari committenti, realizza dieci dipinti per ciascuno dei suoi figli.

Sono rimasti centinaia di suoi dipinti: alcuni sono conservati nella Galleria degli Uffizi a Firenze, mentre la gran parte si trova in importanti Musei (Germaldegalerie di Dresda, Rijsmuseum di Amsterdam…) e in collezioni private. I soggetti preferiti sono nature morte consistenti in ricchi bouquets, in cui vi sono anche frutti, dipinti con colori delicati. I dettagli sono curati meticolosamente, secondo la tradizione del tempo e gli sfondi sono scuri, come piaceva allora. Le sue composizioni si caratterizzano per l’asimmetria delle composizioni floreali, con fiori cadenti, molti della flora spontanea. I lavori iniziali sono immagini di piccoli animali, farfalle e funghi in un’ambientazione boschiva. I suoi quadri erano molto quotati: durante la sua vita i dipinti erano venduti a prezzi molto elevati, intorno ai 750-1200 fiorini (per fare un confronto, si dice che Rembrandt in vita raramente abbia ricevuto più di 500 fiorini per un suo dipinto).Il pittore Decamps diceva che “nei suoi dipinti di fiori e frutta ha superato la natura stessa”.

La stilista Claire Pettibone si è ispirata ai quadri della Ruysch per la sua collezione sposa 2014 “Still life”.

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