Arte al femminile (59)

In Olanda nel XVII° secolo la pittura era tenuta in grande considerazione. Tutti erano un po’ “collezionisti” e anche gli agricoltori avevano case piene di quadri, secondo quanto scrive John Evelyn nel 1641. Quella dell’artista era una professione altamente apprezzata, tanto che chi aveva successo godeva di un notevole benessere economico.

Contemporanea di Clara Peeters è Judith Leyster, altra importante rappresentante della pittura del tempo.

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Judith Leyster (“stella polare”) nasce a Haarlem nel 1609, ottava figlia del birraio e tessitore Jan Willemszoon e di Trijn Jaspersdr. Suo padre proviene da Anversa, nel 1592 diventa membro della Chiesa riformata, nel 1624 dichiara bancarotta, per cui la famiglia si trasferisce nelle vicinanze di Utrecht. Judith manifesta sin da giovane grande talento e viene mandata a scuola di pittura da Frans de Grebber, diventa poi apprendista nel laboratorio di Frans Hals, ma il fatto non è sicuro. A 18 anni è citata come esponente di spicco della città di Haarlem dal cronista e poeta Samuel Ampzing, che la definisce “audace e intelligente”. La sua prima opera è datata 1629. Nel 1633 è accolta nella Gilda di San Luca della sua città, seconda donna registrata dopo Sara van Baalbergen. Viene riconosciuta come “maestra d’arte” e può impartire lezioni, ottenendo il diritto ad avere un proprio laboratorio. Da alcuni documenti risulta che Hals abbia dovuto pagare a Judith una multa di tre fiorini, per avergli sottratto uno studente. Nel 1636 sposa il pittore di successo Jan Miense Molenaer. Il matrimonio la costringe a ridurre la propria attività, sia perché ha 5 figli ( solo due sopravvissuti sino all’età adulta), sia perché assiste il marito nel suo lavoro. Solo due opere sono datate dopo il 1635: due illustrazioni di un libro sui tulipani del 1643 e un quadro del 1652. Dal 1637 al 1649 risiede ad Amsterdam, la ritroviamo poi a Haarlem e di nuovo ad Amsterdam nel biennio 1655-1656. Ritornata definitivamente a Haarlem, vi rimane sino alla morte nel 1660.

Judith si specializza in generi non comuni alle donne di allora: ritratti e soggetti di genere (persone che suonano, che si divertono in taverna, bambini che giocano, scene di vita domestica). Dipinge anche nature morte con fiori e frutta. Suggestive e particolari sono le scene notturne, in cui sperimenta effetti di ombra, di luce e buio. La sua passione per la musica si manifesta nei numerosi dipinti con personaggi che suonano. La sua firma è il monogramma JL con una stella a cinque punte.

Famosa in vita, è stata a lungo dimenticata: viene casualmente riscoperta nel 1893, quando al Museo del Louvre si scopre che un quadro attribuito a Frans Hals è in realtà opera sua.

Sue opere si trovano nel Rijksmuseum di Amsterdam, nel museo Frans Hals di Haarlem, nel Nationalmuseum di Stoccolma, nel Mauritshuis de L’Aia e nella National Gallery of Art di Washington.

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