Arte al femminile (57)

L’Inghilterra dalla fine del ‘500 agli inizi del ‘600 presenta una situazione economica solida e di conseguenza una fioritura delle arti e delle lettere: il teatro in particolare conosce un periodo di grande splendore, grazie a William Shakespeare. Esther Inglis Kello si colloca in questo periodo.

Esther_Inglis_Mrs_Kello_1595 017912 007757 index Argumenta psalmorum Davidis. 1608.  images 023357

ESTHER INGLIS è famosa come miniaturista, scrittrice, calligrafa e ricamatrice, donna di talento e di cultura. Nasce nel 1571 a Londra (?) o a Dieppe (?) da Nicholas Langlois e Marie Pressot. I genitori, ugonotti di origine francese, sono emigrati in Scozia forse intorno al 1569, per sfuggire alle persecuzioni religiose che devastavano il loro paese. Essi sono probabilmente legati al pastore protestante Jean Langlois, martirizzato a Lione nel 1572. Langlois diventa Maestro nella Scuola Francese di Edimburgo, mentre la moglie è un’esperta calligrafa e si occupa di trascrizioni. Esther viene educata dal padre nelle materie umanistiche, mentre dalla madre apprende l’arte della calligrafia. A 20 anni sposa Bartolomeo Kello di Leith, scozzese, pastore protestante e funzionario ministeriale, con un difficile passato alle spalle: dal 1606 al 1615 i due vivono a Essex, per tornare poi ad Edimburgo. Esther spesso non usa il cognome del marito, al fine di mantenere la propria identità artistica. Il matrimonio risulta ben riuscito, nonostante i due siano costantemente afflitti dalla povertà. Hanno sei figli, quattro dei quali giungono all’età adulta, caso poco frequente in quei tempi di forte mortalità infantile.

Esther firma sempre i propri lavori, che includono anche vari autoritratti che la rappresentano nell’atto di scrivere. Lavora parecchio per miniare e scrivere manoscritti destinati alla corte inglese e a facoltosi committenti. Nel corso della sua vita decora e trascrive oltre sessanta libri. La sua carriera si colloca durante il regno di Elisabetta I e di Giacomo I. Muore il 30 agosto 1624 a 53 anni.

Il grande successo delle sue opere è dato dall’elegante presentazione: i libri sono per lo più di piccole dimensioni, con bordi decorati con foglie e animali, rilegati in pelle, seta o velluto. Spesso ricama lei stessa le copertine. La calligrafia è squisita, estremamente dettagliata, spesso microscopica. Esther è in grado di produrre oltre 40 tipi di caratteri. In molte dediche dei suoi manoscritti si scusa per la temerarietà, in quanto donna, nel presentare autonomamente propri lavori, ma nello stesso tempo rivendica le proprie capacità, includendo la propria firma o propri autoritratti, che ne sanciscano l’appartenenza.

La scrittrice Maresa Sottile, docente di Storia dell’Arte ed Illustratrice, ha dedicato a quest’ artista il romanzo “ Malefizio d’amore”, edito da Albatros.

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