Arte al femminile (55)

Palazzo DonnannaSecolo di grave crisi economica, politica e sociale, il Seicento è invece a Napoli, e di riflesso anche nel Regno, un periodo di straordinaria vivacità nel campo delle arti figurative, tanto da essere definito, e non a torto, il «secolo d’oro» dell’arte napoletana. Napoli condivide con Roma, e in parte con Bologna, il ruolo di grande capitale dell’arte, più di Venezia, di Milano, di Firenze che non vivono, nel Seicento, la loro migliore stagione artistica. Come già nel secolo precedente, Napoli è un centro di attrazione per spagnoli e per sudditi della Spagna, come i fiamminghi, che appaiono numerosi a Napoli e nel Sud.

L’ambiente marino e i pesci costituiscono il tema dominante della pittura di un’interessante pittrice napoletana.

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Elena Recco è conosciuta più che altro per essere figlia del celebre Giuseppe Recco, considerato la personalità più importante nel panorama napoletano dei pittori di natura morta. Giuseppe fa parte di una grande dinastia di specialisti di questa tipologia pittorica: suo padre Giacomo è tra i fondatori del genere, suo zio Giovan Battista è ineguagliabile nei suoi caratteristici soggetti di cucina e selvaggina, i figli Elena e Nicola Maria seguono degnamente le orme paterne. Pittrice ricercata e autrice di alta qualità, Elena merita senza ombra di dubbio un posto di predominante importanza nel panorama del genere della natura morta napoletana. Della sua carriera non si hanno notizie precise, le prime note certe sono offerte da Bernardo de’ Dominici nelle sue “Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani” (1683-1759) in appendice alla vita di Giuseppe Recco. Il biografo non menziona la sua data di nascita, ma ne loda le qualità che le fecero guadagnare un viaggio in Spagna nel 1695: “ Ebbe il Cavalier Recco da Francesca di Simone sua Consorte dodici figliuoli tra maschi, e femmine, e fra queste vi fu la famosa D. Elena Recco, che fu brava Pittrice, e della quale avendone avuta notizia il medesimo Re Carlo II la chiamò in Ispagna, ed ove fu condotta dalla Contessa di Santo Stefano, allorché fece ritorno a Spagna dopo finito il Governo del Regno di Napoli, e dalla Corte ricevè tutti quelli onori che può desiderare qualsisia qualificato personaggio” (cfr. B. de’ Dominici, Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani, III, Napoli 1742-44, pag. 297). In Spagna Elena dipinge per il re e per altri illustri personaggi della corte. Ritorna a Napoli per poco tempo, perché viene nuovamente chiamata in Spagna, dove i suoi quadri sono molto apprezzati e dove si sono trasferiti il padre e i fratelli Tommaso, sacerdote, ed Antonio, anche lui pittore. Elena predilige l’iconografia marina e famose sono le sue composizioni con pesci di tutti i tipi, che costituiscono un po’ il suo biglietto da visita.

Sue opere si trovano in Spagna, nel complesso della Zarzuela, nel museo di Varsavia, nel museo Puskin a Mosca, nella City Art Gallery di Leeds, in collezioni private.

La luminosità, la vivacità delle costruzioni sceniche caratterizzano le raffigurazioni di pesci di diverse forme e colori, crostacei e coralli, descritti con esperto realismo.

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