Arte al femminile (54)

525025_napoli_italia_italy_neapol_italiya_castel_2048x1365_www.GdeFon.ru_Napoli rimane sotto il dominio spagnolo dal 1503 al 1707: durante questa parentesi storica inizia un lento decadimento dal punto di vista economico, vivendo di riflesso le crisi della corona spagnola. Importanti correnti artistiche e nomi illustri si affermano comunque in città e dintorni: anche qui le tendenze barocche rinnovano il linguaggio artistico.

Una donna di cui abbiamo notizie che hanno del romanzesco è la pittrice Luisa Capomazza che, nella prima metà del XVII secolo, come scrive il De Dominici (pittore e storico dell’arte italiana tardo-barocca), disprezza ogni altro amore al di fuori di quello nutrito per l’arte. Nasce a Pozzuoli da famiglia benestante e riceve la tipica educazione delle fanciulle del tempo: ricamo, musica, disegno…Da adolescente si dimostra fortemente inclinata al disegno, tanto che “passava l’ore nel mirare le pitture domestiche, che servivano di adornamento alla propria casa, anziché raccontasi che distaccata un’effigie di un San Giovanni Battista si pose a imitarla con carbonella…” Viene sicuramente mandata a scuola da Mariangela Criscuolo, che dà affidabilità in quanto gode fama di donna morigerata. Forse ha qualche insegnamento da Pompeo Landolfo e da Antonio Santoro. Subisce l’influenza di Ippolito Borghese per la pittura di stampo devozionale, intrisa di pietismo, ma anche di piacevolezza domestica, con una religiosità seria e meditativa, temperata da una calda atmosfera familiare.

Topic8NotesImage9  047_Perugia-Fondazione-Cassa-di-Risparmio-di-Perugia-Ippolito-Borghese-Deposizione-dalla-croce-1590-1603

La sappiamo operante intorno al 1620. Nonostante la sua straordinaria bellezza ella si trascura e si disinteressa dei “donneschi abbigliamenti”, essendo costantemente assorta nel dipingere. Pur di non cedere alle avances di molti gentiluomini, tra cui il pittore Fabrizio Santafede, preferisce monacarsi, col consenso del padre, per dedicarsi appieno ai suoi quadri, lavorando in molte chiese di Napoli e per vari nobili napoletani.

Diventa famosa e ricercata, ma ha problemi di salute intorno alla mezza età, tanto da diventare impossibilitata a lavorare. Muore nel 1646, lasciando le proprie opere a una nipote e alle cosiddette povere “vergognose”, ragazze da lei seguite e aiutate.

Sue opere si trovano nella Chiesa di Gesù e Maria (Napoli), nella seconda cappella a destra, entrando in chiesa e in quella dirimpetto a questa. Altre si possono ammirare nella chiesa di Santa Chiara. Quadri da lei firmati fanno parte di collezioni private.

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