Arte al femminile (52)

310px-Nuzzi-autorretrato_con_floresLa rappresentazione floreale diventa un genere autonomo in pittura dalla fine del Cinquecento e trova pieno sviluppo nel Seicento soprattutto nei Paesi Bassi. In quest’area i fiori, in particolare il tulipano, diventano uno degli elementi di punta del commercio: si genera una vera e propria gara fra gli esponenti delle classi più elevate per avere i tulipani più rari e costosi. Intorno al 1620 in Olanda un singolo bulbo di tulipano dalle tinte particolari può raggiungere un valore impensabile, pari al reddito medio annuo di un cittadino dell’epoca. La diffusione del Protestantesimo nei paesi nordici e dell’Europa centrale porta la committenza a richiedere soggetti decorativi, non storici o figurativi. Nel Seicento aumentano enormemente le varietà di fiori, attraverso la coltivazione, l’importazione e le ibridazioni artificiali: le composizioni floreali barocche sono tripudi di colore, con vasi dalle dimensioni contenute e mazzi fastosi. In Italia lo sviluppo del genere “natura morta” è notevole, ma è considerato di secondo ordine e affidato spesso alle donne (v. Laura Bernasconi, Giovanna Garzoni e Fede Galizia), ottenendo comunque grande successo. La Controriforma porta alla scelta di soggetti di carattere figurativo, di genere prevalentemente religioso, poi storico e mitologico. Particolarmente popolare nel Seicento è la pittura detta di “vanitas”, in cui sontuosi arrangiamenti di frutta, fiori, libri, figure, brocche, monete, gioielli, strumenti musicali e scientifici, finissimo cristallo e lucente argento, si accompagnano a richiami simbolici sulla caducità della vita: un teschio, una clessidra, una candela consumata o un libro con la pagina girata. Si vuole dare un messaggio moralizzatore riguardo i piaceri effimeri dei sensi.

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 Laura Bernasconi nasce e vive stabilmente a Roma nella prima metà del ‘600. Di lei si sa pochissimo, anche se è spesso citata come abile pittrice e decoratrice. Ne “L’Abecedario pittorico” di Pellegrino Antonio Orlandi bolognese, si legge: “ Laura Bernasconi pittrice Romana, imparò a dipingere i fiori da Mario Nuzzi, e riuscì di tanta perfezione, che fece l’ornamento al quadro di S. Gaetano, dipinto da Andrea Camassei in S.Andrea della Valle. Ab.Titi fol.117”. Passata la porta della sagrestia, nella crociata della chiesa su indicata si trova l’altare dedicato a San Gaetano, che è raffigurato nell’atto di pregare, circondato da Angeli e putti: i fiori che servono da ornamento al quadro sono pregevole opera di Laura. Mario Nuzzi, detto de’ Fiori, è stato maestro di due generazioni di “fioranti” europei: oltre che di Laura, anche di Francesco Mantovano, Pier Francesco Cittadini, Paolo Porpora e Abramo Brueghel. Il Nuzzi è stato d’esempio per Bartolomeo Bimbi e Andrea Scacciati, celebri pittori naturalisti alla corte toscana. Da lui Laura acquisisce una tecnica precisa e la cura meticolosa della composizione floreale. Sappiamo che Laura dipinge con Carlo Ruthard, negli anni 1665-1668, il soffitto della galleria di Palazzo Colonna.

Sue opere si possono ammirare nella Galleria Doria Pamphilj di Roma.

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