Arte al femminile (48)

A Venezia si può fare un percorso nei luoghi in cui sono vissute e in cui sono conservate le opere di tre grandi donne veneziane: Rosalba Carriera, Giulia Lama e Marietta Robusti. Di Rosalba Carriera e Marietta Robusti ho già parlato all’inizio di questo mio percorso di ricerca (v.n.1 e n.7). Rosalba Carriera è riuscita a portare la tecnica del pastello ai suoi massimi risultati: è vissuta nel sestiere di Dorsoduro e sue opere si possono ammirare all’Accademia e a Ca’ Rezzonico. Nella splendida zona della Madonna dell’Orto nacque Marietta Robusti, la Tintoretta. A Santa Maria Formosa troviamo invece Giulia Lama.

41889-800x560-500x350Giulia Lama nasce a Venezia nel 1681, primogenita di Agostino e di Valentina dell’Avese, nella parrocchia di S.Maria Formosa, dove è tenuta a battesimo dal pittore Niccolò Cassana. Ha quattro fratelli: Cecilia, Niccolò, Pietro e Lucia. Nella contrada natale, in calle Lunga, rimane sino alla morte. Non risulta che si sia sposata e abbia avuto dei figli. Il padre è pittore “d’historia, battaglie e paesi”. Pare che il suo approccio alla pittura sia tardivo, avendo lei in gioventù studiato matematica. Ha comunque fatto tirocinio presso la bottega paterna, come prassi del tempo e ha avuto insegnamenti anche dal padrino, il pittore Cassana. Scrive sonetti e canzoni, alcuni raccolti in “Componimenti poetici delle più illustri ricamatrici di ogni secolo” (di Luisa Bergalli-1726). Ottiene rinomanza come pittrice di storie sacre, benvoluta e ricercata dalla committenza ecclesiastica. Sperimenta anche la tecnica della miniatura. Non appare però iscritta alla fraglia veneziana dei pittori e pare che si sia mantenuta ricamando.

Muore a Venezia nel 1747 per “febre acuta con affetto cutaneo, che degenerò in convulsivo”, lasciando tutte le sue opere alla sorella Cecilia.

painting1 lamaGiulia Lama

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Poco apprezzata nel Settecento, viene riscoperta nel ‘900.

La sua pittura è giudicata essenziale, quasi ruvida, con un attento uso del chiaroscuro tanto che viene detta “la pittrice che spaventava anche i santi con i suoi chiaroscuri…”.

Nel suo autoritratto del 1725 ha voluto evidenziare il carattere schivo, ma indomito. Poetessa dai tratti petrarcheschi, erudita negli studi filosofici e matematici, pittrice raffinata, ha una personalità poliedrica e anticonformista, tanto da essere la prima donna che studia e disegna il nudo, ispirandosi a modelli reali. Giambattista Piazzetta, pittore rococò, suo amico, le fa un ritratto in cui la rappresenta con gli strumenti del mestiere.

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